L’ex Cinema De Amicis, chiuso dal 2002 e rimasto per anni in stato di abbandono, riapre oggi come nuova sede di Kruso Art
Di: Maria Mele
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Un luogo simbolo della memoria cinematografica milanese torna a vivere. L’ex Cinema De Amicis, chiuso dal 2002 e rimasto per anni in stato di abbandono, riapre oggi come nuova sede di Kruso Art, la casa d’aste nata nel 2018 con il nome di Art-Rite e unica realtà del settore controllata da un gruppo bancario. Un intervento che unisce recupero architettonico, visione culturale e strategia di mercato.

Lo spazio, nel cuore del centro storico, è stato oggetto di un importante progetto di riqualificazione firmato dallo studio Modourbano. L’obiettivo: preservare l’identità delle storiche sale di proiezione e, allo stesso tempo, reinterpretarle in chiave contemporanea. Platea e balconata, elementi iconici dell’edificio, sono stati mantenuti come fulcro del nuovo impianto, trasformato in un ambiente flessibile e adatto a ospitare funzioni espositive, aste e attività culturali. I lavori sono iniziati nel gennaio 2025.

«Kruso Art nasce per creare connessioni: tra opere e persone, tra memoria e contemporaneità», spiega il CEO Andrea Orsini Scataglini. «La riapertura dell’ex Cinema De Amicis non è solo un cambio di sede. È un luogo in cui il mercato incontra la cultura e l’arte torna a essere esperienza condivisa».

L’inaugurazione della nuova sede si è svolta il 15 aprile 2026 con l’asta CIAK SI COLLEZIONA: l’arte contemporanea di domani, la prima Single-Owner Sale della maison. Da qui prende avvio un calendario che affianca alle aste un articolato programma pubblico. Incontri, lectio magistralis, colazioni tematiche e selling exhibitions, vere e proprie mostre curate dagli esperti interni o da curatori esterni.
L’obiettivo dichiarato è ampliare il pubblico dell’arte, rendendo accessibili linguaggi, valori e dinamiche del collezionismo. Un cambio di passo che coincide anche con l’arrivo di Jacopo Antolini alla guida del dipartimento di arte moderna e contemporanea, chiamato a rafforzare il dialogo tra storia, mercato e nuove generazioni di collezionisti.




