Le iniziative promosse dalla figlia Chiara Marabini per riscoprire e valorizzare l’attività scenografica di un artista che ha lasciato il segno nella storia culturale veneziana.

Di: Francesco Occhi

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Si sono da poco concluse le varie iniziative programmate per ricordare un artista veneziano, anche se originario di Bologna, scomparso prematuramente oltre cinquant’anni fa ma che, grazie all’incessante lavoro della figlia Chiara Marabini, ritorna ad essere conosciuto come uno dei grandi artisti della città lagunare della metà del secolo scorso. Il lavoro di Chiara, coadiuvata dall’architetto Fabrizio Bergher, rientra comunque in un importante progetto che la vede da anni impegnata a far conoscere e  valorizzare il padre e la madre, la pittrice veneziana Luigina de Grandis nativa di Spinimbecco di Villa Bartolomea e il marito pittore e scultore Mario Marabini, dando vita ad un archivio visibile anche in rete, denominato “Archivio De Grandis Marabini”, che riunisce oltre 3.500 opere, una biblioteca di oltre 2.000 volumi e che contiene anche scritti autografi, bozzetti e materiali didattici dedicati ai due artisti. In questi anni Chiara Marabini assistita da Fabrizio Bergher, ha dato anche alle stampe vari volumi scritti da affermati docenti riunendo non solo la vita dei suoi genitori, ma, soprattutto le loro opere e anche quelle dello zio Ottone Marabini, mentre corsi, incontri, approfondimenti, e percorsi formativi per studenti ed universitari, hanno visto anche la casa di Chiara aprirsi a loro per scoprire l’arte.

Con questo nuovo evento inaugurato lo scorso ottobre, una mostra, un libro e un convegno, hanno evidenziato l’aspetto legato all’attività scenografica di Mario Marabini e sono stati presentati presso “La Merceria-Spazio Ideale” in Fondamenta degli Ormesini a Venezia, uno spazio polivalente aperto di recente dagli architetti Fabrizio Bergher e Carlo Sordillo, un luogo dove l’arte diventa momento di confronto e di dialogo.

La mostra aveva come titolo “Mario Marabini e la scenografia-ovvero dell’Amore per l’impossibile” e la cerimonia di inaugurazione si è tenuta il 17 ottobre aprendo le varie iniziative dedicate all’artista. Oltre a numerose persone, hanno presenziato alla mostra la figlia Chiara Marabini curatrice delle iniziative assieme a Fabrizio Bergher, i due architetti titolari dello spazio espositivo, i due autori del libro “Mario Marabini e la scenografia” Giovanni Bianchi e Caterina Gomirato, il presidente della municipalità del comune di Venezia Giovanni Pellizato, il segretario generale del Consiglio regionale della Regione del Veneto Roberto Valente, il presidente della CNA di Venezia Francesco Grimaldi, il sindaco di Piombino Dese Cesare Mason e il maestro artigiano e costumista Stefano Nicolao oltre a tante altre persone che hanno affollato “Le Mercerie”.

“Il progetto -ci racconta Chiara- ha approfondito e studiato l’attività scenografica di mio padre Mario, un tema poco sviluppato finora rispetto all’attività artistica per la quale è molto conosciuto. Ed è stato proprio durante questo lavoro di catalogazione e di ricerca che sono venuti alla luce i bozzetti scenografici di mio padre -riprende la figlia- alcuni dei quali riferiti ad opere teatrali e musicali, un interesse verso l’arte, verso ciò che è bello e che lo ha visto collaborare anche con il teatro La Fenice”.

La mostra, che ha preceduto la presentazione del libro, ha visto esposte le opere dell’artista ne “Le Mercerie” e sono rimaste visibili per una quindicina di giorni. La cerimonia di inaugurazione si è snodata prima con il saluto di benvenuto dei due architetti, quello delle autorità presenti, la spiegazione del corposo lavoro svolto riassunto da Chiara Marabini, alcuni spunti di lettura del libro raccontati dagli autori del volume mentre è stato lasciato del tempo a ciascuno per ammirare le opere esposte nella galleria. Inaugurata il 17 ottobre, la mostra è rimasta aperta fino a sabato 31 mentre il Convegno di Studi moderato da Fabrizio Bergher e tenuto da Chiara Marabini, Giovanni Bianchi e Caterina Gomitato, ha visto “La Merceria” riempirsi di persone venerdì 30 ottobre.