Il Teatro Salieri chiude la Stagione con il tutto esaurito di Giovanni Scifoni e l’omaggio agli 800 anni francescani

LEGGI ANCHE: Il Salieri Circus Award porta l’arte in città con “Open Art Circus – Gli Artisti del Salieri Circus”

Il Teatro Salieri chiude la Stagione con il tutto esaurito di Giovanni Scifoni e l’omaggio agli 800 anni francescani. Il Santo più pop di sempre raccontato come artista e comunicatore ancora capace di parlare a un pubblico contemporaneo. Ne nasce una riflessione sulla fama, sul bisogno di riconoscimento e sullo sguardo degli altri, fino al confronto con il limite, grande tabù della contemporaneità.

Una chiusura che è insieme punto d’arrivo e rilancio. La Stagione 2025–2026 del Teatro Salieri si conclude con il sold out di Giovanni Scifoni, protagonista di uno degli spettacoli più attesi del cartellone. Mercoledì 29 aprile, ore 20:45, Fra’ – San Francesco, la Superstar del Medioevo, nella regia di Francesco Ferdinando Brandi, porta sul palcoscenico legnaghese un omaggio agli ottocento anni dalla scomparsa del Santo per interrogare il pubblico sull’enorme potere persuasivo che continua a esercitare la figura pop di Francesco. 

Il percorso di quest’anno, dal titolo Salieri Back to the Future, ha tenuto insieme radici e presente senza mai trasformare il passato in celebrazione. L’eredità di Antonio Salieri, maestro di Beethoven, Schubert e Liszt, è diventata materia viva, uno spazio da attraversare per generare nuove domande. E proprio in questo solco si inserisce il lavoro di Scifoni. Il suo Francesco non è una figura distante, ma un personaggio vivo, radicalmente moderno e perfino spiazzante. Un uomo capace di parlare alle folle, libero fino all’estremo, attraversato da domande ancora aperte. Non un’icona immobile, ma una presenza che continua a interrogare il presente. 

In scena, spiega il regista, «un Francesco bellissimo, meno ieratico e iconico delle grandiose rappresentazioni cinematografiche, ma più umano, fragile, perfino confuso e incapace di portare avanti l’immane compito che si è dato. Sublime e grezzo, immenso e miserrimo, della stessa pasta dei grandi personaggi letterari e teatrali e come loro capace di aprirci grandi interrogativi sulle nostre vite in ogni tempo».

Fra’ – San Francesco, la Superstar del Medioevo scardina così la retorica e restituisce un Francesco artista e comunicatore, ancor prima che Santo. Le sue prediche diventano performance, con gesti che anticipano il teatro contemporaneo. Gioca con la lingua, improvvisa in francese, cita a memoria brani dalle chanson de geste per stravolgerne il senso. Usa il corpo e il dolore, costruendo immagini capaci di incantare folle intere. Seguendo questa tensione continua, il monologo attraversa la vita del poverello di Assisi accompagnato delle musiche originali di Luciano Di Giandomenico, dove le laudi medievali e gli strumenti antichi non restano ancorati al passato ma vengono rielaborati fino a sfiorare sonorità contemporanee. Ne emerge con forza una riflessione sulla fama, sul bisogno di riconoscimento e sulla dipendenza dallo sguardo degli altri, a cui Scifoni prova a dare un possibile antidoto.

Il racconto si spinge fino al rapporto di Francesco con la morte, “Sora nostra morte corporale”, cuore di una scena che costringe a fare i conti con il grande tabù contemporaneo: il limite, la finitezza, ciò che nessuno può evitare. Un passaggio che trasforma il teatro in uno spazio di confronto autentico. 

Attore, autore e regista, Giovanni Scifoni è una delle figure più poliedriche del panorama teatrale e televisivo italiano. Dopo la formazione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, alterna cinema e fiction di grande successo — da Doc – Nelle tue mani a Squadra antimafia, passando per Don Matteo, Un passo dal cielo e Che Dio ci aiuti — a un percorso teatrale originale, che attraversa i grandi interrogativi spirituali dell’uomo contemporaneo senza mai irrigidirli in una forma chiusa. Tra i progetti più significativi il monologo Santo piacere, premiato ai Teatri del Sacro, e la webserie La mia jungla, vincitrice del Prix Italia 2020. È autore anche di libri, tra cui Prima non c’ero poi c’ero e Senza offendere nessuno, in cui riflette con ironia e profondità sui temi dell’identità, della fede e della contemporaneità.

Biglietteria Teatro Salieri

biglietteria@teatrosalieri.it | 0442-25477

Aperta dal martedì al venerdì, 10:00-12:30 e 15:00-18:00, il sabato 10:30-12:30

Nei giorni di spettacolo anche un’ora prima della rappresentazione

Il cartellone 2025-2026 è disponibile al link https://teatrosalieri.it/programma-2025-2026/