Antonio Gioco, un incontro intenso tra racconti familiari, tradizioni veronesi e cultura enogastronomica, in cui la memoria si fa esperienza viva e ispira le nuove generazioni

Di: Liliana Ghellere

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Un’esperienza di forte valore culturale e formativo ha coinvolto stamattina gli studenti delle classi quinte dell’Istituto “Giuseppe Medici” di Porto di Legnago, protagonisti di un incontro con Antonio Gioco dedicato alla memoria e all’identità del territorio.

DALLA RICERCA AL CONFRONTO DIRETTO

L’iniziativa nasce dalla realizzazione, da parte della classe 5AA, di una video-biografia su Giorgio Gioco, figura centrale della cultura veronese del Novecento e ristoratore di straordinario rilievo, alla guida dello storico ristorante “12 Apostoli”, punto di riferimento internazionale della cucina italiana e luogo d’incontro tra gastronomia, letteratura e pensiero culturale.

La sua capacità di unire tradizione culinaria e riflessione intellettuale lo ha reso una personalità unica, capace di raccontare Verona e il suo territorio ben oltre i confini locali.

Il progetto, frutto di un articolato percorso di ricerca e rielaborazione critica, ha offerto la base per un confronto autentico, capace di superare i confini della semplice ricostruzione storica.

LA MEMORIA COME ESPERIENZA VIVA

L’incontro si è trasformato in un’occasione di dialogo diretto con la memoria. Antonio Gioco ha condiviso ricordi personali e riflessioni profonde, restituendo agli studenti il ritratto di un’epoca in cui cucina, giornalismo e narrazione del territorio si intrecciavano in un linguaggio innovativo e identitario. Tra i passaggi più intensi, il racconto di aneddoti legati non solo alla figura del padre, ma anche a quella della madre, delineando un quadro familiare ricco di valori e umanità.

Non è mancato il ricordo del celebre “duello” culturale sull’origine della PEARÀ con il grande giornalista GianniBrera che ne rivendicava la paternità pavese, contrapponendosi alla tradizione veronese. Un confronto acceso ma stimolante, simbolo di un modo vivace e appassionato di fare cultura. Antonio ha inoltre sottolineato la straordinaria capacità del padre Giorgio di relazionarsi con tutti, grazie a una naturale empatia e a doti di umanità oggi sempre più rare.

STUDENTI PROTAGONISTI E CONSAPEVOLI

Particolarmente significativo il coinvolgimento degli studenti, attenti e partecipi, capaci di cogliere il valore della testimonianza attraverso domande puntuali e interesse autentico. É emersa con chiarezza l’idea di tradizione come patrimonio dinamico, da comprendere e reinterpretare, non semplice eredità del passato.

DIDATTICA INNOVATIVA E MEMORIA CONDIVISA

All’incontro è intervenuta anche Maria Teresa Meggiolaro, Presidente del Consorzio Pro Loco Basso Veronese, che ha arricchito il dialogo con un ricordo vivido: la presenza di Giorgio Gioco, anni fa, a Santa Maria della Ciusara per l’inaugurazione del presepe, quando recitava a memoria le poesie di Berto Barbarani, accompagnato dalla cornamusa di “Cesco” Bertolini.

Un’immagine suggestiva, capace di restituire il legame profondo tra cultura popolare e identità locale.

Meggiolaro ha invitato gli studenti a coltivare le proprie passioni con umiltà e curiosità, mantenendo sempre viva la disponibilità all’ascolto delle esperienze altrui. Al termine dell’incontro ha donato ad Antonio alcune pubblicazioni a tema enogastronomico, frutto di ricerche sulle ricette antiche della cucina della bassa provincia veronese e del veneto.

UN RICONOSCIMENTO CHE CONFERMA LA QUALITÀ DEL PROGETTO

Il valore del percorso è testimoniato anche dal recente premio ottenuto dalla classe 5AA nell’Ambito 3 del concorso regionale “Tutela, Valorizzazione e Promozione del Patrimonio Linguistico e Culturale Veneto”.

Un risultato che evidenzia la capacità degli studenti di interpretare il patrimonio immateriale con originalità e consapevolezza.

LA SCUOLA COME PONTE TRA PASSATO E FUTURO

«Quando la scuola unisce ricerca, esperienza e memoria, realizza pienamente la sua funzione educativa», ha sottolineato il Dirigente Scolastico Stefano Minozzi. 

Il dirigente scolastico Stefano Minozzi con Antonio Gioco

L’Istituto “Giuseppe Medici” conferma così il proprio impegno nella formazione di cittadini radicati nel territorio e aperti al mondo, consapevoli che la conoscenza del passato è essenziale per costruire il futuro.