Magnifica Eleganza. Tiepolo, Longhi e Guardi tra arte e moda alla Casa Museo della Fondazione Paolo e Carolina Zani di Cellatica (BS): un luogo dove contenuto e contenitore dialogano con sorprendente armonia.

Di: Maria Mele

LEGGI ANCHE: ORMA. Tracce d’artista in Langhe Monferrato Roero

La Casa Museo nasce per custodire e valorizzare la collezione Zani e il suo giardino scenografico. Oltre 1.200 opere – sculture, dipinti, arredi e oggetti d’arte applicata francesi, romani e veneziani dei secoli XVII e XVIII – compongono un percorso che culmina nelle due vedute di Venezia di Canaletto, autentici capolavori che da soli giustificano la visita.

Pietro Antonio Rotari (Verona 1707 – San Pietroburgo 1762), Dama con moretta, olio su tela

La villa, modellata sulla domus romana, si sviluppa attorno all’antico impluvio trasformato da Paolo Zani in un raffinato spazio espositivo dedicato alle pietre dure. Il grande portico, il ninfeo e il giardino all’italiana di tremila metri quadrati completano un ambiente concepito come estensione naturale della collezione.

Dopo la scomparsa di Paolo Zani e di sua figlia Carolina, nel 2018, la villa diventa museo senza perdere la sua anima domestica. Zani amava dire che il collezionismo era il suo modo di abitare il bello: un’idea che si percepisce già dalla porta d’ingresso, incisa con i celebri versi di John Keats, e che accompagna il visitatore fino alla quiete del giardino.

Pietro Longhi (Venezia 1701-1785), Gentiluomo con mantello, 1750-1755, carboncino e gessetto bianco su carta marrone

Dal 2026 la Casa Museo ospita una sala dedicata alle esposizioni temporanee. Qui, il 12 settembre, è stata inaugurata Magnifica Eleganza. Tiepolo, Longhi e Guardi tra arte e moda, mostra ideata da Massimiliano Capella e visitabile fino al 6 dicembre.

Il Settecento veneziano, secolo del declino politico della Serenissima, è anche l’epoca della sua supremazia estetica. La mostra lo racconta con una chiave di lettura nuova: l’eleganza come linguaggio sociale. Longhi, Tiepolo, Guardi e Rotari non furono solo narratori della vita veneziana, ma osservatori acuti del costume e delle metamorfosi del gusto.

Le loro opere dialogano con abiti originali del Settecento della collezione Mara Bertoli e con i costumi creati da Danilo Donati per Il Casanova di Federico Fellini, che gli valse l’Oscar nel 1977. Un confronto serrato che restituisce la vivacità dei codici sociali dell’epoca.

Pietro Longhi (Venezia 1701-1785), Due dame che si salutano_ Dama, carboncino e gessetto bianco su carta marrone

Tra i capolavori spicca Il Ridotto in Venezia di Pietro Longhi: un vero prontuario dell’eleganza veneziana, popolato da dame in andrienne, panier, gentiluomini con velade preziose, tricorni, maschere, sete e broccati. Di grande fascino anche la Dama con moretta di Rotari, scelta come immagine di copertina del catalogo, concepito come un magazine ricco di approfondimenti.

Chiude il percorso una selezione di disegni provenienti dal Gabinetto Stampe e Disegni di Ca’ Rezzonico: autentici “figurini” ante litteram in cui Longhi, Tiepolo e Guardi documentano con precisione sartoriale abiti, panneggi e gesti, restituendo la complessità della cultura dell’abbigliamento settecentesco.