La forma oltre i suoi limiti tradizionali. Cinque artisti tra sogno, natura e metamorfosi
Di: Maria Mele
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Marta Pierobon, Lucio, 2025, ceramica smaltata, 22,5 x 26 x 21 cm. Courtesy A Palazzo e l’artista
La mostra allestita presso l’avveniristico 25º piano della Torre Unipol, una delle sedi bolognesi di CUBO, museo d’impresa del Gruppo Unipol, è davvero sorprendente. Organico fantastico è il titolo della collettiva, visitabile fino al 26 settembre 2026, curata da Pasquale Fameli e Valentina Rossi. L’esposizione trasforma lo scenografico spazio affacciato sulle colline bolognesi in un ambiente visionario dove natura, sogno e immaginazione si intrecciano.

David Casini, Montegonzi, 2014, ottone, vetro, intarsio pietra dura, colori acrilici, plexiglass, elemento organico, 37 X 21 X 21 cm. Courtesy l’artista
La rassegna riunisce le ricerche di cinque artisti contemporanei italiani — David Casini, Caterina Morigi, Marta Pierobon, Alessandro Roma e Alberto Scodro — in dialogo con due opere del patrimonio artistico di Unipol: Tombeau d’un roi maure (1929) di Alberto Savinio, figura centrale della Pittura Metafisica, e Suspended Form – Red Ground (1962) di Graham Sutherland, maestro britannico vicino alla pittura organicista.

Caterina Morigi, Making Special (Collane), 2022, onice verde, 45 x 50 x 2 cm. Courtesy Ultravioletto.art, Ph. Lorenzo Mariotti
Diversi i media e i linguaggi utilizzati, unica la matrice: il Surrealismo, di cui ricorre quest’anno il centenario del Manifesto, evocato in un dialogo intenso e trasversale.
Le ricerche dei cinque artisti invitati reinventano le forme del mondo naturale. David Casini (Montevarchi, 1973) costruisce capsule temporali organiche, piccole Wunderkammern dove natura e artificio si fondono in strutture enigmatiche. Caterina Morigi (Ravenna, 1991) incide marmi e pietre con precisione chirurgica. La sua collaborazione con l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna testimonia come arte e scienza possano convergere: lo studio indaga come le conchiglie marine possano ispirare biomateriali per la rigenerazione ossea. Marta Pierobon (Brescia, 1979) introduce un paesaggio popolato da figure ibride e imperfette, come in un immaginario fiabesco. Alessandro Roma (Milano, 1977) stratifica pittura, collage e ceramica creando paesaggi visionari. Alberto Scodro (Marostica, 1984) lavora sulla metamorfosi della materia attraverso processi alchemici che fondono vetro, sabbie, metalli ed elementi naturali.

Alberto Scodro, Trottole, 2020, terre miste, dimensioni ambientali. Courtesy l’artista
Cinque universi metamorfici dialogano con quelli di Savinio e Sutherland in una relazione che attraversa tutto il Novecento e arriva fino a oggi.

Alessandro Roma, Dressing Landscape, 2025, tessuto dipinto a tempera, ceramica e acrilico, 170 x 145 cm. Courtesy l’artista, Ph. M. Montesano



