Marmomac e White Carrara: Verona, Carrara e Pietrasanta celebrano il marmo italiano tra cultura del progetto e valorizzazione del territorio
Di: Maria Mele
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Il 2026 segna un doppio traguardo per la pietra naturale italiana: il 60° anniversario di Marmomac, la più importante fiera del settore lapideo in programma a Verona dal 22 al 25 settembre, e il 10° di White Carrara “Design Lives in the City”, che dal 5 giugno al 30 agosto trasforma il centro storico di Carrara in un laboratorio urbano di creatività sotto la direzione artistica di Domenico Raimondi.

Antonio Aricò, Sassi d’autore, serie di arredi – dimensioni varie
Realizzato da Studi d’Arte Carrara + Cave Michelangelo
«La collaborazione con White Carrara e il coinvolgimento delle eccellenze della cultura lapidea italiana raccontano l’evoluzione di Marmomac – afferma Gianni Bruno, direttore generale vicario di Veronafiere –. Carrara, con le sue imprese di punta, è parte integrante della storia della manifestazione e, insieme al distretto veronese, rappresenta un riferimento globale. È in questa continuità che la rassegna svolge il proprio ruolo di collettore, mettendo in relazione territori, imprese e progettualità che alimentano la crescita della filiera italiana sui mercati internazionali».

Ross Lovegrove, Flowing forms of discontinuity in life, 2026, 150 x 70 x h180 cm
Realizzato da: HENRAUX
White Carrara si conferma inoltre una mostra urbana a cielo aperto e, al tempo stesso, un intervento concreto sulla città. «White Carrara 2026 non è solo una mostra diffusa, ma un ecosistema progettuale in cui designer, aziende, laboratori artigianali, istituzioni e realtà culturali costruiscono nuove connessioni tra creatività contemporanea e identità del territorio» sottolinea Raimondi.

Beatriz Sempere, Agorà, 2026, poltrona, 100 x 110 x h87 cm
Realizzato da FiammettaV
Oltre trenta opere lapidee firmate da designer e progettisti di fama internazionale tra cui Karim Rashid, Ross Lovegrove, Fabio Novembre, Antonio Aricò, Beatriz Sempere, Gum design, Emiliana Martinelli, animano il percorso espositivo. Una parte di esse – novità dell’edizione – resterà come patrimonio permanente della città. Arredi urbani, elementi decorativi, sistemi di illuminazione, installazioni e infrastrutture leggere realizzate con tecnologie avanzate ridisegnano lo spazio pubblico, migliorandone qualità e fruibilità.

Illogiche Connessioni Gumdesign
Spiccano le opere che impiegano marmo di recupero, assemblato in volumi stratificati e restituito al suo valore originario, e quelle che accostano superfici levigate a elementi grezzi, marmo a cartoncino, in un dialogo che rende possibile l’armonia degli opposti.
Se Verona è la culla storica di Marmomac, Carrara con White Carrara è oggi uno dei partner strategici nel percorso di crescita e internazionalizzazione dell’evento. La filiera italiana punta sulla sinergia tra i suoi territori simbolo – Verona, Carrara e Pietrasanta – per trasformare l’eredità storica in un motore di sviluppo futuro.

MAREMOSSO Emiliana Martinelli
Valorizzare il marmo come materiale contemporaneo e identitario e rafforzare la capacità dei territori di presentarsi sui mercati internazionali come un sistema integrato di competenze, creatività e qualità produttiva: sono questi gli obiettivi che guidano l’edizione 2026 di Marmomac In questa direzione si inserisce inoltre l’iniziativa che unisce White Carrara e Marmomac & The City, portando design e pietra naturale fuori dai padiglioni fieristici e dentro il tessuto urbano.
Il progetto prevede l’installazione nel centro storico di Verona di opere in marmo realizzate da aziende toscane e firmate da progettisti e designer di fama internazionale, tra cui l’opera dell’artista Gustavo Vélez, proveniente dal Comune di Pietrasanta.

Karim Rashid, Totem, 2026, 200 x 70 x h460 cm
Realizzato da Franco Spagnoli + Franchi Umberto Marmi



