“Benessere animale e sostenibilità del bovino da carne”, il convegno di Coldiretti Verona si è tenuto a Roverchiara

Di: Liliana Ghellere

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Un confronto concreto, partecipato e orientato al futuro: è quello che si è tenuto a Roverchiara in occasione del convegno dedicato al tema “Benessere animale e sostenibilità del bovino da carne”  organizzato da Coldiretti Verona – sezione di Roverchiara.

L’evento si inserisce nel calendario delle manifestazioni settembrine legate alla Festa della Costata, che da anni rappresenta un momento di riferimento per il territorio.

L’iniziativa ha riunito allevatori, tecnici, veterinari e rappresentanti istituzionali per affrontare le sfide attuali del comparto zootecnico.

Dopo i saluti della Sindaca Loreta Isolani hanno portato i propri contributi:

Michele Bonfante, presidente della sezione Coldiretti di Roverchiara;

Giuliano Marchesin, direttore del Consorzio Sigillo Italiano, Stefano Adami, dirigente dell’ULSS 9 Scaligera; 

Giacomo Beltrame, responsabile del gruppo di lavoro bovini da carne di Coldiretti Verona; 

Pier Andrea Odorizzi, responsabile dell’Area economica di Coldiretti Veneto; Alessandro De Rocco, presidente di AOP Italia Zootecnica; 

Tommaso Patregnani, direttore dell’UOC Servizio Veterinario Sanità Animale; 

Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona.

Presenti anche la vicepresidente della Regione Veneto, Elisa De Berti e il presidente della provincia di Verona, Flavio Pasini.

A fare il punto sugli argomenti emersi è stato proprio Alex Vantini, che ha commentato:

«Durante il convegno abbiamo affrontato diversi aspetti fondamentali per il futuro dell’allevamento bovino. In apertura ci siamo concentrati sulle emergenze sanitarie, come la dermatite bovina, gestita con tempestività grazie alla collaborazione tra allevatori, servizi sanitari e veterinari. Un segnale importante di come il sistema possa funzionare quando tutti gli attori lavorano in sinergia».

Il presidente ha poi parlato di sostenibilità: «I nostri allevamenti rispettano criteri molto rigorosi, sia sul piano sanitario sia su quello del benessere animale. Questo rappresenta un valore aggiunto che va difeso e comunicato».

Al centro del dibattito anche la filiera della carne italiana: «Non siamo autosufficienti e molta carne arriva dall’estero. Ma grazie a strumenti come l’etichettatura trasparente e il marchio “Sigillo Italiano”, i consumatori possono oggi riconoscere e scegliere con consapevolezza il prodotto nazionale». 

Vantini ha  espresso forte preoccupazione anche per gli effetti degli accordi internazionali, in particolare del MERCOSUR, che potrebbero mettere in difficoltà gli allevatori italiani: «Il rischio è di importare carne da paesi dove si usano ancora ormoni e farmaci vietati in Europa. Coldiretti chiede da sempre che vengano applicate ovunque le stesse regole produttive, per garantire condizioni eque e tutelare la salute dei cittadini».

Infine, spazio anche al tema dei ristalli, ovvero l’approvvigionamento dei vitelli da ingrasso: «Oggi siamo troppo dipendenti dalla Francia. Una possibile risposta potrebbe arrivare dalle aree montane, dove molte piccole aziende di mucche da latte, in difficoltà economica, potrebbero riconvertirsi alla riproduzione di vitelli da carne. Ma servono risorse, investimenti e una visione chiara per valorizzare queste realtà e renderle parte attiva della filiera».

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In occasione della 22^ Festa della Costata la serata si è conclusa con un momento conviviale, durante il quale i presenti hanno potuto degustare la costata di Scottona certificata “Azove”  accompagnata dai vini dell’Azienda Ca’ Rugate.