Truffa telefonica nel Basso Veronese: finta nipote e falso ospedale tentano di raggirare un’anziana chiedendo denaro e oro per un intervento urgente.
Di: Francesco Occhi
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Una telefonata inattesa e una voce del tutto riconducibile a quella della propria nipote stravolge improvvisamente una tranquilla mattinata di una signora del Basso Veronese. “Ciao nonna Luisa (il nome è di fantasia) sono tua nipote Anna (anche qui nome di fantasia) volevo dirti che mamma Lina (anche qui nome di fantasia) sta male, ha un tumore e deve essere operata d’urgenza; per farlo sono necessari subito 2.000,00 €”.
Immaginate voi lo stato di agitazione e di confusione che una notizia del genere può arrecare anche in chi, pur essendo nonna, è persona attiva e sveglia. Non è un romanzo o un thriller, ma è un fatto realmente accaduto, una truffa tentata in un paese del Basso Veronese che non ha avuto, per fortuna, risvolti drammatici con il classico furto, solo per la reazione della diretta interessata: nonna Luisa.
L’accaduto è stato regolarmente denunciato ai carabinieri che hanno stilato un dettagliato verbale con il consiglio di prestare molta attenzione a queste strane telefonate e che quanto accaduto possa essere di esempio su come comportarsi in situazioni simili.
Il verbale inizia con “In data.., intorno alla 11:30 mi trovavo presso la mia abitazione quando giungeva una telefonata sulla mia utenza fissa…” e da questo momento in poi è iniziato l’incubo. Infatti, una voce che camuffava quella della nipote, avvisava la signora Luisa che lei e la mamma Lina, figlia della signora Luisa, erano in ospedale e che Lina era stata ricoverata per essere sottoposta a un intervento chirurgico d’urgenza per un tumore al seno, aggiungendo che non l’avevano avvisata prima per non farla preoccupare. La voce concitata e la notizia improvvisa hanno naturalmente gettato nel panico la povera nonna Luisa che, al culmine della telefonata, si è sentita dire che erano necessari ben 20.000,00 € per poter effettuare l’intervento d’urgenza. La signora Luisa convinta che la comunicazione fosse vera insisteva più volte di voler parlare con la propria figlia, ma la ragazza che si era spacciata per la nipote, riusciva sempre con varie scuse ad eludere la richiesta. Magistralmente, e con un fare da navigata attrice, la giovane truffatrice simulava inoltre, l’affievolirsi della sua voce e il ripetersi di alcune interruzioni di voce e consigliava la nonna di dare il suo numero di cellulare per sentire meglio. “Ti chiamo dall’ospedale -diceva- qui non si prende bene ma non riattaccare la cornetta del telefono fisso altrimenti perdiamo la connessione e non parliamo più”. Richiesta che raggiungeva il suo scopo così nessun altro poteva chiamare a casa. Da qui in poi la telefonata si sposta sul cellulare e da questo apparecchio la finta nipote insiste per avere urgentemente i soldi necessari per l’intervento ma, di fronte alle varie difficoltà presentate dalla signora Luisa per recuperare la somma, la giovane truffatrice le passa il caposala di questo fantomatico ospedale che, fingendo una risposta fatalista, avvisa la signora che se non fosse riuscita a raccogliere la somma necessaria per l’intervento anche con oggetti d’oro dati in pegno, avrebbero operato altre persone e non sua figlia. Le consiglia quindi di cercare e radunare al più presto vari oggetti d’oro che aveva in casa. Da questo momento in poi cominciano nella signora Luisa ad affiorare le prime perplessità, ma l’ansia e la smania di intervenire il prima possibile per aiutare la figlia, portano la signora Luisa a raccogliere vari oggetti e a comunicarlo agli interlocutori. Dall’altra parte della cornetta, dopo aver avuto la certezza che gli oggetti d’oro erano stati raccolti ed erano stati riuniti dalla malcapitata, la proposta è quella di trovarsi all’esterno, in una via del paese vicino alla casa della signora Luisa per consegnare gli oggetti d’oro ad un fantomatico infermiere dell’ospedale (non è mai stato detto di quale ospedale si trattasse) per portarli nel nosocomio e pagare l’intervento. A quel punto la signora Luisa, probabilmente sempre più consapevole della truffa, chiede di parlare con la propria figlia altrimenti non se ne sarebbe fatto nulla. I truffatori, forse colti di sorpresa da questa richiesta, cercano di simulare con un pianto dirotto la voce della figlia ed è proprio qui che la signora Luisa si convince della truffa; la voce che piange nell’altro apparecchio non è quella di sua figlia. Interrotta la telefonata, la signora Luisa viene chiamata più volte ma lei non risponde anzi con il telefono chiama i propri famigliari che confermano che la nipote è a casa e che non ha mai fatto telefonate e che la figlia è regolarmente al lavoro. Da quel momento scattata la denuncia per tentata truffa, ma per la signora Luisa lo spavento è difficile da superare.
Una storia per fortuna a lieto fine ma la paura per quanto accaduto, l’intera truffa è durata quasi tre ore, la sorpresa che i truffatori conoscessero la zona dove la signora Luisa abita e la grande scaltrezza delle persone dall’altro capo del telefono, hanno portato la diretta interessata e i propri famigliari a rendere noto quanto accaduto, a farlo dire in chiesa, a parlarne con i giornali perché possa essere di monito e di esempio a tante altre persone anche perché ciascuno di noi è convinto che non possa accadere nulla a sé finché non ci incappa di persona.



