“G-11”, l’opera di Charlie per Giulia Cecchettin: un messaggio di memoria, libertà e impegno contro ogni forma di violenza.

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Il 30 0ttobre in via Don Mazza a Verona è stata inaugurata da Esu la nuova “Residenza Giulia”. Nel corso dell’evento è stata presentata l’opera del pittore Charlie dedicata a Giulia Cecchettin. All’introduzione del Presidente Esu Claudio Valente erano presenti: il Direttore Giorgio Gugole, la Segretaria Katia Boggian, tutto l’apparato istituzionale e amministrativo dell’Ente e alcuni rappresentanti degli studenti. A fare da padrini allo svelamento sono intervenuti i Ministri: dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e del Turismo Gianmarco Mazzi, La Magnifica Rettrice dell’Università degli Studi di Verona Chiara Leardini, Il Vescovo di Verona Sua Eccellenza Domenico Pompili, il Presidente della Provincia Flavio Pasini, la vice sindaca Barbara Bissoli, l’euro parlamentare Flavio Tosi, gli Onorevoli Paola Boscaini, Ciro Maschio, L’Assessore alla Cultura della Regione Veneto Valeria Mantovan e altre autorità civili e militari. A Charlie è stato chiesto di descrivere i contenuti di questo messaggio e lo ha fatto con queste parole:

“G-11 è una installazione di concezione minimalista, composta da sette tele quadrate di ottanta centimetri, che fa riferimento a una delle tesi geografiche che definiscono la terra divisa in sette continenti uniti, in questo caso, dall’Università degli Studi, che diventa la massima espressione deputata ad accogliere e formare, indistintamente dalla loro cultura e provenienza, le attuali e future generazioni. L’opera pittorica di Charlie, collocata da ESU all’ingresso di Casa Giulia in via Don Mazza 49 a Verona, è un impegno civico e sociale dedicato a Giulia Cecchettin e a tutte quelle persone che hanno subito e tuttora subiscono violenze di qualsiasi genere”.

I sette “continenti” sono contraddistinti da alcuni colori dell’arcobaleno: blu, lilla, giallo, viola, rosso e verde. Le tre tele sottostanti evocano elementi di vita terrena, mentre le quattro superiori sono di ispirazione filosofica. Giulia è rappresentata, in alto a sinistra, dal suo hashtag “t0rtadimele” sul quale pubblicava le sue ricette di cucina e i suoi disegni. All’interno del profilo è riprodotto un suo disegno che la vede assieme a suo papà mentre l’accompagna a scuola in un felice e spensierato volo liberatorio.

Al centro in alto campeggia un’immagine eterea di Giulia attorniata da figure evanescenti e fantastiche. La parte gialla a destra fa riferimento a un colloquio intercorso a Padova tra il pittore Charlie e Gino Cecchettin, il quale ha raccontato che spesso prende in mano un quaderno dei disegni fatti dalla figlia: in data 9 novembre 2023 ci sono i suoi caratteristici personaggi, il 10 un vaso con i suoi amati fiori, mentre continuando a sfogliare la pagina dell’11 si presenta completamente bianca.

Da questo indescrivibile impatto emotivo nasce anche il titolo dell’opera: G -11. Il settimo continente è ancora un quadrato perfetto ma composto a sua volta da quattro tele non dipinte e tutte rovesciate perché a noi non è dato a sapere dove sia Giulia, cosa faccia e soprattutto cosa avrebbe fatto; tutto resta aldilà, incompiuto, rimane oltre-vuoto. Sulla prima delle quattro tele rovesciate, in rosso, c’è l’iniziale G. a suo perenne ricordo. Sulle altre tre non c’è scritto niente, questo a significare che migliaia di vittime sono già scomparse dalla nostra memoria.

Si potrà obbiettare che sulle tele rovesciate si formerà della polvere; la stessa polvere che dobbiamo rimuovere dai nostri occhi e dalle nostre coscienze, quella sorta di incapacità e indifferenza che ci impedisce di individuare gli strumenti necessari affinché tutti i Popoli del mondo possano vivere nel rispetto reciproco, all’insegna della Pace e della Libertà.