La RAI racconta Bonavigo: il borgo veronese protagonista del Turismo delle Radici

Di: Liliana Ghellere

LEGGI ANCHE: Cucina, vino e immagine: nuove visioni a confronto da “Zorzi, la bottega dello Chef”

Nel cuore della pianura veronese, il piccolo borgo di Bonavigo (VR) ha aperto le sue porte a una troupe della RAI, pronta a raccontare le storie di chi, per lavoro o per scelta di vita, ha vissuto all’estero. Tra testimonianze, tradizioni e sapori locali, il paese diventa protagonista di un episodio dedicato al Turismo delle Radici, un progetto nato dal desiderio di ricostruire quel filo interrotto e di riavvicinare i discendenti degli emigrati alle proprie origini. 

Il comune veronese è tra quelli con il più alto numero di emigrati all’estero: gli iscritti all’A.I.R.E. (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) sono 697. Proprio per questo, nel 2024 aveva aderito al progetto “Turismo delle Radici” promosso dal Ministero degli Esteri. Quest’anno, a conclusione del percorso, è arrivato l’invito a partecipare alla trasmissione televisiva: una serie di 20 puntate, una per regione, con Bonavigo unico comune del Veneto coinvolto.

La puntata, condotta dalla giornalista Cristina Serra e da Marco Marzocca, sarà trasmessa ad aprile su RAI Italia e disponibile anche su RAI Play.

Testimonianze e memoria collettiva

Le riprese, coordinate da Teresa Meggiolaro, presidente della Pro Loco e del Consorzio Pro Loco Basso Veronese, si sono svolte con il supporto della comunità locale.

Si è iniziato nella splendida cornice di Villa Brenzoni, grazie alla generosa disponibilità dei proprietari, la famiglia Mattioli, con la testimonianza di Orfeo Brigato, nato in Francia da nonni emigrati in Brasile: una storia che attraversa continenti e generazioni fino al ritorno in Veneto.

Giuseppe Veronese, studioso della storia del territorio, ha ripercorso le vicende del paese, offrendo uno sguardo sulle origini e sull’evoluzione della comunità.

A San Tomaso, presso il Santuario della Madonna, Flavio Creston ha ricordato la storia della sorella Anna Creston, vedova di Antonio Polo, che vive tutt’ora in Australia.

Sulla ciclopedonale dell’Adige, Teresa Meggiolaro ha evidenziato il valore delle piste ciclabili nella Bassa Veronese e in tutto il Veneto, e i collegamenti con la Ciclovia delle Risorgive, tracciato che collega il fiume Mincio all’Adige, valorizzando un sistema territoriale integrato capace di promuovere turismo lento e sostenibile. 

A Orti, Zenoir Venturini, ha ricordato come una scoperta fortuita gli abbia rivelato le sue origini italiane, risalendo al bisnonno emigrato in Brasile da Medole, in provincia di Mantova. Ottenuta la cittadinanza italiana, Venturini e la moglie, originaria di Vitória, Espírito Santo, hanno scelto di trasferirsi a Bonavigo.

Cultura, musica e tradizioni

Presso Corte Leggiadro, in località Santa Maria, si è esibito il “Coro del Sabato Sera”, che ha proposto canti popolari come Polenta e bacalà e Mamma mia dammi cento lire, evocando atmosfere e ricordi legati alla tradizione contadina.

La troupe è tornata a Villa Brenzoni, dove è stato preparato uno dei piatti simbolo della cucina veronese: il bollito con la pearà, espressione autentica della cultura gastronomica locale.

La conclusione si è svolta presso il campanile, insieme al parroco don Davide Zanola. Proprio in occasione dell’inaugurazione del nuovo campanile nel 2018, le immagini condivise sui social furono viste da una signora residente in California, nata a Bonavigo nel 1923. In un messaggio inviato al parroco ricordò con commozione che quelle campane avevano salutato lei e altre 18 famiglie nel 1944, quando, da poco sposata, era partita per l’America. «Risentirle sarà come tornare a casa dopo tutti questi anni», scrisse.

Un paese che guarda al mondo

Bonavigo dimostra come anche un piccolo centro possa trasformare la propria storia migratoria in un’occasione di incontro e valorizzazione.

Attraverso la televisione, le storie di chi è partito e di chi è tornato diventano patrimonio condiviso, rinsaldando un legame che supera confini e generazioni. Ad aprile, con la messa in onda su RAI Italia e sulla piattaforma digitale, il borgo porterà nel mondo la propria memoria, le tradizioni e l’orgoglio delle sue radici.