L’esperienza dell’Autolavaggio Simply apre una nuova strada nella gestione biologica dei reflui. Le analisi evidenziano valori particolarmente contenuti per idrocarburi, composti aromatici, IPA e PFAS

Di: Enrico Barichella

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A Marostica, nel Vicentino, un’azienda di autolavaggi ha scelto di affrontare uno dei problemi più complessi di questa attività adottando un approccio decisamente diverso dal tradizionale.

È l’esperienza dell’Autolavaggio Simply di Dalla Pellegrina Giampietro, il primo operatore italiano ad aver creduto nell’applicazione di un protocollo basato sui microrganismi per la gestione biologica dei reflui dell’autolavaggio nell’ambito di EMission Zero, progetto operativo dell’associazione REGENERA EARTH ETS: la prima associazione italiana ad occuparsi di soluzioni biologiche sostenibili e alla loro valorizzazione in termini finanziari.

Una scelta pionieristica che oggi assume un interesse particolare alla luce delle analisi di laboratorio effettuate nel corso degli anni.

Il trattamento è stato introdotto nel giugno 2025 e applicato per un anno, fino al giugno 2026. Il protocollo prevedeva l’inserimento di circa due litri di soluzione biologica a base di microrganismi, due volte al mese. Una procedura semplice e non invasiva, studiata per favorire l’attività biologica all’interno delle vasche e migliorare progressivamente la qualità dei reflui e dei fanghi prodotti.

Il confronto parte da una caratterizzazione del 2024. Il rapporto di prova di Alchimica rilevava, tra gli altri parametri, un COD di 352 mg/l e idrocarburi C10-C40 inferiori a 100 mg/l. Anche numerosi metalli, solventi organici e composti clorurati risultavano inferiori ai limiti di quantificazione indicati dal laboratorio.

Il confronto tra i rapporti prova disponibili evidenzia che prima dell’introduzione del trattamento  valori rilevati erano nettamente superiori rispetto a quelli riscontrati successivamente. La stessa tendenza emerge dai dati dell’autolavaggio utilizzato come termine di confronto.

Al termine di circa un anno di trattamento, Vallortigara ha effettuato una caratterizzazione più ampia su un campione prelevato il 3 giugno 2026. I risultati offrono alcuni degli elementi più significativi dell’intera esperienza.

I campioni riguardano i fanghi che, secondo la prassi dell’attività, vengono aspirati circa una volta all’anno durante lo svuotamento delle vasche. Nel corso del trattamento, questi fanghi apparivano più “gonfi”. Il fenomeno è stato associato all’aumento del COD e interpretato come un segnale dell’intensa attività biologica sviluppatasi grazie all’inserimento periodico dei microrganismi.

Il rigonfiamento è stato quindi letto come una manifestazione visibile del processo in corso: l’attività microbica ha contribuito a modificare la dinamica del materiale accumulato e a intervenire sui processi biologici legati alla sostanza organica presente.

Nel campione del 2026, gli idrocarburi C10-C40 risultano inferiori a 20 mg/kg. Gli idrocarburi alifatici C5-C8 sono pari a 5 mg/kg, mentre numerosi composti aromatici risultano inferiori a 1 mg/kg.
I valori sono riportati secondo le unità di misura indicate nei rispettivi rapporti di prova e devono essere interpretati considerando le caratteristiche dei campioni analizzati.

Particolarmente significativo è il quadro relativo agli idrocarburi policiclici aromatici, o IPA: l’intera serie analizzata, comprendente sostanze come fluorene, fenantrene, antracene e pirene, presenta valori inferiori a 1 mg/kg.

Il laboratorio ha inoltre ricercato una vasta gamma di PFAS, tra cui PFOS, PFOA, PFBA, PFBS, PFHxA, PFHxS, PFNA e altri composti fluorurati. I risultati sono tutti inferiori ai rispettivi limiti di quantificazione: il PFOS è indicato come <60 ng/l, mentre numerosi altri PFAS risultano <100 ng/l. Anche le somme dei PFAS analizzati sono inferiori a 100 ng/l.

Il quadro analitico risulta quindi particolarmente interessante, considerando la natura dei fanghi e dei reflui prodotti da un autolavaggio e il fatto che il trattamento sia stato condotto con un’aggiunta periodica e contenuta di soluzione microbica.

Non tutti i parametri, però, raccontano la stessa storia. Il COD, pari a 1.650 mg/l nel campione del 2026, presenta una doppia valenza: il suo aumento è stato interpretato come un indicatore dell’attività microbica sviluppatasi nei fanghi, alla quale viene associato anche il loro maggiore rigonfiamento; allo stesso tempo, il valore evidenzia un carico organico residuo sul quale intervenire.

Per questo REGENERA EARTH ha previsto uno sviluppo del protocollo attraverso l’impiego della zeolite, la cui capacità di contribuire alla riduzione del COD attraverso processi di adsorbimento è documentata da diversi studi sul trattamento dei reflui.

Secondo le istruzioni del protocollo, la zeolite rappresenta un’integrazione del lavoro svolto dai microrganismi, intervenendo sulle componenti organiche ancora presenti, contribuendo a ridurre il COD e a perfezionare la qualità complessiva del refluo.

Il principio generale è già scientificamente documentato; le analisi successive permetteranno di misurare l’effetto specifico della sua applicazione nell’impianto di Marostica.
La forza di questa esperienza sta nell’aver accettato di affidarsi ai riscontri delle analisi, senza nascondere gli aspetti ancora da migliorare.

L’autolavaggio è diventato così un laboratorio nel quale osservare gli effetti dell’applicazione di un processo biologico alla gestione dei reflui e dei fanghi, verificandone l’evoluzione attraverso analisi scientifiche

Ed è proprio da questa esperienza di Marostica che diventa possibile ampliare la prospettiva, trasformando il caso in una base di partenza per studiare, con università e laboratori, protocolli replicabili nella gestione biologica dei reflui degli autolavaggi.
L’ambiente e tutte le persone sensibili alla sua salvaguardia sentitamente ringraziano.