A San Pietro di Morubio, una sala gremita ha accolto “Voci Morubiane”, il nuovo libro di Lucia Beltrame Menini

Di: Liliana Ghellere

LEGGI ANCHE: Isola Rizza celebra il mezzo secolo della Pro Loco

Ci sono parole che non si limitano a raccontare: conservano.

Custodiscono volti, abitudini, mestieri, affetti e frammenti di una comunità.

È con questo spirito che domenica 20 settembre, nella suggestiva cornice di Villa Gobetti, San Pietro di Morubio ha accolto la presentazione di “Voci Morubiane” la nuova opera di Lucia Beltrame Menini, dedicata al patrimonio linguistico della Bassa Veronese.

Villa Gobetti (Ph Liliana Ghellere)

 

UN DIZIONARIO CHE DIVENTA MEMORIA

Il volume, edito nel 2026 dai Fratelli Corradin, raccoglie circa 6.450 lemmi in 310 pagine: parole, modi di dire, locuzioni, proverbi, citazioni e curiosità della parlata di San Pietro di Morubio. Un lavoro nato anche dalla lunga attività dell’autrice, che da decenni utilizza il dialetto morubiano nella poesia, nella prosa e nelle traduzioni.

Non è soltanto un repertorio linguistico. È una sorta di fotografia della comunità, capace di restituire attraverso le parole il modo di vivere e di pensare di chi ha abitato e abita questo territorio. Il dialetto emerge così come una forma concreta di memoria collettiva, utile anche alle generazioni future.

UNA VOCE ANCORA VIVA

La serata ha sottolineato proprio questo valore: conoscere una parlata locale significa avvicinarsi alla storia di una comunità e riconoscere nell’identità linguistica una parte del proprio patrimonio culturale.

A confrontarsi con l’autrice sono stati:

  • Corrado Vincenzi – Sindaco di San Pietro di Morubio
  • Anna Maria Ottaviani – Presidente Comitato Attività Culturali
  • Maria Teresa Meggiolaro – Presidente consorzio Pro Loco Basso Veronese
  • Francesco Mozzo – Presidente Pro Loco locale
  • L’incontro è stato condotto da Mario Sileno Klein
  • Il Duo Zazà formato da Giuseppe Zambon e Luisella Mutto, ha accompagnato la presentazione con canti popolari.

Ph. Paolo Pravadelli

La sala gremita e la partecipazione del pubblico hanno dato alla serata un significato particolare: quello di una comunità che si ritrova nella propria voce.

E forse è proprio questa la forza di Voci Morubiane: ricordare che, quando una parola sopravvive, con essa continua a vivere anche una parte di chi l’ha pronunciata.