Venerdì 8 maggio, negli spazi di FOMET SpA a San Pietro di Morubio, si è svolta una partecipata serata dedicata alla sensibilizzazione dei tumori femminili, promossa dall’Associazione “Cuore di Donna”.
Di: Liliana Ghellere
Foto copertina: Chiara Letizia Perito
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Un incontro intenso e ricco di contenuti, capace di unire informazione scientifica, testimonianze personali e momenti di profonda emozione.
Ha aperto la serata Enrico Cappellari, che ha accolto il pubblico raccontando la storia dell’Azienda e il forte legame con il territorio.
“Oggi abbiamo aperto le porte a voi per l’evento di questa meravigliosa associazione”, ha esordito. “La nostra famiglia è originaria di Treviso e, dopo la rotta di Caporetto, i nostri bisnonni arrivarono a Roverchiara con un carretto. Nostro nonno, ultimo di sette fratelli, svolse diverse attività fino ad arrivare alla Fungaia di San Pietro di Morubio”.
Da quella esperienza nacque una visione imprenditoriale innovativa fondata sull’economia circolare e sulla sostenibilità, dando nuova vita a materiali che avrebbero avuto una destinazione meno nobile. Da lì è nata FOMET, che quest’anno ha compiuto 53 anni di attività”.
Cappellari ha poi spiegato come l’Azienda abbia scelto negli anni di essere una realtà vicina alle persone e alla comunità locale. “Abbiamo deciso di ospitare Cuore di Donna perché questo tema ci tocca da vicino. Nel 2016 abbiamo perso una Socia e una parte importante della nostra famiglia: Paola Cappellari”.
Con emozione ha ricordato il percorso affrontato insieme a Sabina Castelli, dipendente FOMET da 14 anni. “È stato commovente vedere il Team FOMET unirsi con grande coesione, donando ferie e tempo alla nostra preziosa collaboratrice. Abbiamo affrontato questo cammino insieme e siamo stati felici di esserle accanto. Tramite lei abbiamo deciso di aprire i nostri spazi a questo evento, che speriamo possa diventare un appuntamento fisso”.
Infine il ringraziamento ai medici e all’Associazione: “Grazie ai professionisti che ogni giorno combattono al fianco di Cuore di Donna. Il prossimo anno saremo felici di ospitarvi nel prolungamento del nostro centro ricerche”.
LA TESTIMONIANZA DI SABINA CASTELLI
Tra i momenti più toccanti della serata, la testimonianza di Sabina Castelli, che ha raccontato il proprio percorso di malattia e rinascita.

“Sono stata una malata di cancro in una forma molto aggressiva e porterò sempre nel cuore ciò che FOMET ha fatto per me. Mi hanno donato ferie, mi hanno sostenuta e persino regalato il pettorale per la maratona di New York. Mi hanno fatta rinascere”.
Sabina ha ricordato la vicinanza della direzione, delle colleghe e dal reparto oncologico. “Ho trovato aiuto psicologico, abbracci e sostegno continuo. Ho perso dieci chili, i capelli, ho affrontato il periodo Covid, la depressione e momenti personali molto difficili, ma grazie all’affetto ricevuto sono riuscita a rialzarmi”.
“Ora guardo avanti – ha concluso – perché mi sento rinata e vedo la vita in modo diverso”.
L’IMPORTANZA DELL’INFORMAZIONE E DELL’ASCOLTO
La referente dell’Associazione Cuore di Donna per il territorio di Legnago, Caterina Calonego, ha presentato le attività svolte dall’associazione.
“Informazione, prevenzione e auto-aiuto sono fondamentali”, ha spiegato, sotttolineando il valore della condivisione e del sostegno reciproco tra donne che affrontano percorsi di cura.
Durante il suo intervento è stato ricordato anche il punto di ascolto e informazione attivo presso l’Oncologia e la Radioterapia dell’Ospedale di Legnago, uno spazio dedicato alle donne in terapia per offrire un supporto umano e orientamento.
PREVENZIONE PRIMARIA E CORRETTI STILI DI VITA
Ha approfondito il tema della prevenzione primaria l’intervento medico della dott.ssa Milena Gabbani, Oncologa Radioterapista e Vice Direttrice della Breast Unit.
“Il nostro ruolo non è soltanto curare chi si ammala, ma anche aiutare le persone sane a mantenere uno stato di benessere”, ha sottolineato.
La specialista ha ricordato i tre pilastri fondamentali della prevenzione:
- Alimentazione equilibrata
- Mantenimento del peso
- Attività fisica costante
A questi si aggiunge l’astensione da abitudini dannose come il fumo e l’abuso di alcol.

DIAGNOSI PRECOCE E PREVENZIONE SECONDARIA
La parte scientifica della serata è stata affidata alla dott.ssa Maria Vittoria Bisighin e al dott. Andrea Zogno, Senologi e Radiologi della UOSD Breast Unit dell’Ulss 9 Scaligera.
I due specialisti hanno spiegato quanto la diagnosi precoce possa salvare la vita. “L’obiettivo della prevenzione secondaria è individuare il tumore alla mammella quando è ancora molto piccolo, così da poter intervenire con cure più efficaci”.
Ampio spazio è stato dedicato agli esami consigliati nelle diverse fasce d’età. Sotto i 40 anni viene indicata l’ecografia mammaria come esame di riferimento, mentre la novità più importante riguarda l’abbassamento dell’età per lo screening mammografico.
“Dai 45 ai 50 anni gli inviti saranno annuali, mentre dai 50 ai 74 anni rimarranno biennali”, hanno spiegato i medici. Per le donne tra i 40 e i 45 anni e per quelle oltre i 74 sarà invece fondamentale confrontarsi con il medico di medicina generale per eventuali controlli clinici e strumentali.
Messaggi chiari e diretti, accolti con grande attenzione dal pubblico presente.
La serata si è conclusa tra gli applausi, lasciando nei partecipanti la consapevolezza che informazione, vicinanza e prevenzione possano davvero fare la differenza.
Il buffet è stato gentilmente offerto da “Antico Casale”




