Vecchie fotografie, tessuti d’epoca e centrini all’uncinetto trasformano la vetrina della Sartoria Mabystri in un piccolo viaggio nel tempo

Di: Liliana Ghellere

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A San Pietro di Morubio, la Sartoria di Stefanie Stricker ha scelto di trasformare la propria vetrina in un racconto fatto di dettagli e gesti che parlano di vite lontane. Vecchie fotografie, capi d’epoca riemersi da un baule e centrini all’uncinetto compongono un allestimento capace di evocare gesti pazienti e saperi tramandati. 

Gli oggetti, disposti su una poltrona di seta nata da una precedente collaborazione con una falegnameria locale, danno forma a una scena sospesa, dove il tempo rallenta e lascia spazio alla cura e alla bellezza del lavoro artigianale.

PRESIDIO ARTIGIANO E MEMORIA VIVA

Non nostalgia, ma uno sguardo consapevole sul valore del fare. 

La Sartoria Mabystri  si configura come un presidio artigiano, uno spazio in cui la manualità continua a esprimersi come linguaggio contemporaneo.

Nel laboratorio della pianura veronese, ago e filo intrecciano legami familiari e visioni moderne. Qui prende forma Mabystri, realtà che ha scelto di orientare il proprio lavoro secondo i principi dell’Upcycling, oggi centrali nel dibattito europeo sulla sostenibilità.

DAL BAULE DELLA NONNA NUOVE PROSPETTIVE

L’ispirazione nasce spesso da oggetti carichi di memoria, come fotografie antiche rinvenute in un baule di famiglia: immagini in bianco e nero che raccontano storie e identità. 

L’obiettivo è trasferire questi scatti su tessuto, trasformandoli in elementi decorativi per abiti e accessori. Una tecnica ancora in fase di studio, ma già capace di indicare una direzione che intrecciando ricerca, innovazione e radici culturali.

DAL CORREDO NUZIALE A UN ABITO DA SPOSA CONTEMPORANEO

Lo sguardo si proietta al futuro con il progetto più ambizioso: la realizzazione di un abito da sposa concepito interamente secondo i principi dell’Upcycling.

In vetrina spicca un abito nato dal recupero di lenzuola ricamate a mano appartenenti a un corredo nuziale. I centrini, sapientemente ricomposti, disegnano la gonna in un equilibrio delicato tra eredità artigianale e sensibilità contemporanea. 

Il capo conserva l’eleganza dei ricami originali e dimostra come materiali custoditi per decenni possano diventare protagonisti di una nuova estetica.

L’idea è quella di lavorare su materiali esistenti – tessuti recuperati e ricami antichi – per dare vita a un abito unico, capace di unire simbolicamente ciò che è stato e ciò che sarà.

Non solo alta sartoria, ma una vera dichiarazione di intenti: dimostrare che eleganza e sostenibilità possono convivere, trasformando il passato in una promessa.

Alla base del progetto si riconosce anche un’identità culturale ben definita: Stefanie Stricker, titolare della sartoria, è originaria dell’Alto Adige, territorio in cui l’artigianato rappresenta da sempre una pratica radicata, tramandata di generazione in generazione.

Un contesto in cui il lavoro manuale non è soltanto produzione, ma espressione di cura, precisione e rispetto per la materia. Valori che oggi si riflettono pienamente nella sua attività sartoriale.

A guidare questo percorso è un motto essenziale, che racchiude visione e determinazione: “STO LAVORANDO AL MIO SOGNO”

COS’È  L’UPCYCLING E PERCHÉ È DIVERSO DAL RICICLO

L’Upcycling, o riuso creativo, consiste nel trasformare materiali già esistenti in prodotti di qualità e valore superiore, senza distruggerne la materia originaria. A differenza del riciclo industriale, che prevede la scomposizione e la lavorazione delle fibre, l’Upcycling conserva il tessuto nella sua forma originale e lo reinterpreta attraverso progettazione e artigianato. Nel settore moda significa recuperare abiti, stoffe, corredi o scarti tessili per dare loro una nuova funzione, riducendo la produzione di rifiuti e il consumo di risorse.

Il tema è particolarmente rilevante a livello europeo. Ogni anno nell’Unione Europea vengono generate milioni di tonnellate di rifiuti tessili e solo una parte viene effettivamente riutilizzata, mentre una quota consistente finisce in discarica o viene incenerita. Per questo l’Upcycling rientra tra le strategie legate all’economia circolare promosse a livello comunitario: un modello che punta a prolungare la vita dei prodotti e a ridurre lo spreco di materie prime. In diversi Paesi europei operano marchi che lavorano con tessuti vintage, rimanenze di magazzino o capi dismessi, trasformandoli in collezioni contemporanee. Anche scuole e accademie di moda hanno introdotto percorsi dedicati alla progettazione sostenibile e al riuso creativo.