Un viaggio tra visioni e inquietudini: Il grande affresco di un’epoca inquieta e raffinata nelle sale della Villa dei Capolavori
Di: Maria Mele
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Nella quiete della campagna parmense, la Villa dei Capolavori emerge come un’apparizione. Un’elegante dimora immersa nel verde, circondata da un Parco Romantico dove i pavoni si muovono lenti tra piante esotiche e alberi secolari. È qui, in questo luogo sospeso tra natura e arte, che la Fondazione Magnani Rocca (QUI l’articolo correlato) ha inaugurato il 14 marzo la mostra Il Simbolismo in Italia. Origini e sviluppi di una nuova estetica 1883-1915.

Entrare nelle sale significa varcare una soglia: quella che separa il visibile dall’invisibile, la realtà dall’immaginazione. Il Simbolismo, nato tra Francia, Belgio e Mitteleuropa, arriva in Italia con un leggero ritardo, ma trova terreno fertile per trasformarsi in un linguaggio nuovo, capace di superare l’impressionismo e di cercare, dietro ogni forma, un eco interiore.

Il percorso espositivo si snoda attraverso sette sezioni tematiche che sembrano stanze di un’unica grande casa dell’anima. La natura appare come un organismo pulsante; il mito torna a essere un richiamo inquieto; la figura femminile si fa doppia, luminosa e oscura, santa e tentatrice. Il paesaggio diventa specchio dell’interiorità, mentre il segno grafico si trasforma in un ponte verso ciò che non si può vedere ma solo intuire.

La curatela di Francesco Parisi e Stefano Roffi compie un gesto necessario: distinguere chi ha costruito consapevolmente un vocabolario simbolista da chi ne ha solo sfiorato le atmosfere. Ne nasce un racconto in cui l’Italia non è margine, ma laboratorio vivo, in dialogo costante con l’Europa.

Oltre 140 opere — dipinti, sculture, incisioni — accompagnano il visitatore in questo viaggio: dai paesaggi visionari di Segantini alle vibrazioni luminose di Previati, dalle figure sospese di Pellizza da Volpedo alle inquietudini di Böcklin, Wildt, Nomellini, Longoni, Martini, Fortuny. Una costellazione di capolavori, molti dei quali provenienti da collezioni private raramente accessibili, che rende questa mostra un’occasione preziosa, forse irripetibile.





