Borse ancora costruttive: USA sui massimi con rotazione difensiva, Europa mista e in fase di consolidamento

Di: Fabio Michettoni

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La seduta del 13 gennaio 2026 si è chiusa con un quadro ancora costruttivo ma più selettivo. Wall Street ha aggiornato i massimi storici con ampiezza di mercato positiva. L’Europa ha chiuso mista dopo il recente rally record e con qualche segnale di fatica.

Indici USA a fine seduta

– S&P 500 in lieve rialzo intorno a +0,2% a circa 6.977 punti, nuovo massimo storico intraday e di chiusura.

– Dow Jones Industrial Average +0,2% a circa 49.590 punti, anch’esso su nuovi massimi storici.

– Nasdaq Composite/Nasdaq 100 in progresso di circa +0,3%, trainato ancora da tecnologia e alcuni nomi AI, con chiusura in area 23.734.

– VIX in rialzo moderato (area 15), segnale di una lieve crescita della domanda di protezione pur in contesto di nuovi massimi.

A livello di flussi, gli advancing hanno superato nettamente i declining sia su NYSE sia su Nasdaq, evidenziando una **breadth** ancora sana e partecipazione più ampia rispetto ai soli mega‑cap tech.

Rotazione settoriale USA

La chiusura settoriale USA mostra una sessione “quality‑value tilt”, con prevalenza di difensivi e ciclici industriali rispetto alla pura growth mega‑tech.

– **Settori migliori S&P 500**: 

  – Consumer Staples (ETF XLP) +1,4%, in testa alla giornata; denaro in difensivi di qualità, spesso usati come proxy bond‑like in fasi di incertezza macro/politica.

  – Industrials (XLI) circa +0,8%; segnale di fiducia su ciclo e investimenti, coerente con narrativa di soft landing e infrastrutture.

  – Materials (XLB) e Utilities moderatamente positive (circa +0,5%), con interesse per esposizioni più sensibili ai tassi ma meno volatile rispetto ai tech pure‑play

– **Tecnologia e growth**: 

  – Technology (XLK) comunque positiva, intorno a +0,4%, ma non più unico driver. Alcuni nomi AI e semiconduttori restano bid, ma il leadership baton è più condiviso.

– **Settori in ombra**: 

  – Pressione su alcuni finanziari/credit card (es. Capital One, Citigroup) dopo le proposte di Trump di porre un tetto ai tassi sulle carte di credito, a conferma di un rischio regolatorio specifico sul comparto.

  – I classici ciclici più sensibili al ciclo (parte di industrials/materials/financials) hanno mostrato debolezza intraday in reazione a segnali di raffreddamento del mercato del lavoro USA (job openings in calo), anche se l’effetto a chiusura è stato mitigato dalla forza degli staples.

In sintesi, la sessione odierna conferma un posizionamento istituzionale che sta progressivamente ribilanciando da concentration mega‑tech verso settori difensivi di qualità e ciclici industriali, coerente con attese di tagli Fed ma anche con headline geopolitici e rischi su Powell.

Borse europee a fine giornata

Le Borse europee hanno chiuso miste, con prese di profitto leggere dopo i record delle ultime sedute e con focus su geopolitica (Iran) e su indagini USA verso la Fed.

– Stoxx 600 sostanzialmente flat/leggermente negativo in chiusura, dopo essere stato su nuovi massimi storici nelle ultime settimane.

– Euro Stoxx 50 e DAX vicini ai massimi, con la Germania ancora relativamente forte grazie a industriali ed esportatori, ma con segni di “rally stretched” e risk‑reward meno generoso.

– FTSE 100 su livelli elevati dopo recente outperforming spinto da minerari ed energy, ma con price action più prudente nella giornata odierna.

Il tono complessivo è di consolidamento laterale su area di massimi, con volumi non estremi e maggior sensibilità alle headline USA (CPI di domani, posizionamento Fed) che ai dati europei in sé.

Quadro settoriale europeo

Il pattern europeo riflette ancora un mix tra ciclici e quality, ma con elementi specifici locali.

– **In evidenza**: 

  – Energia e materie prime ancora ben impostate, con il caso emblematico di Orsted (+5,4%) dopo via libera giudiziario al grande progetto eolico USA. A conferma del repricing positivo sulla transizione energetica quando si riduce l’incertezza regolatoria.

  – Alcuni consumer discrezionali e retail selettivi (es. Marks & Spencer nei giorni scorsi) continuano a beneficiare di narrativa su recupero dei consumi 2026, anche se con dispersione forte tra winner e loser.

– **Più deboli / in consolidamento**: 

  – Financials/bancari senza direzionalità forte, frenati dal mix di curve ancora relativamente piatte e rischi geopolitici. Gli azionari europei hanno chiuso una seduta nel complesso laterale/mista. Gli USA hanno chiuso ancora vicino ai massimi storici con una lieve prevalenza difensiva e una rotazione selettiva verso settori qualità/dividendo in attesa del CPI USA.

Europa: chiusura e contesto

– Lo Stoxx Europe 600 ha chiuso poco variato/leggermente negativo, dopo aver segnato nuovi massimi nelle sedute precedenti, con prese di beneficio e focus su geopolitica (Iran) e sulle tensioni istituzionali USA (indagine su Powell).

– Il quadro macro rimane di crescita moderata e inflazione vicina al target BCE, con tono ancora costruttivo sull’azionario ma con segni di “rally tirato” su alcuni listini core.

Europa: dinamica settoriale

– Bene **energia/utility rinnovabili** e in generale alcuni temi legati all’energy transition. Orsted in forte rialzo dopo il via libera giudiziario a un progetto offshore USA da 5 mld $.

– Rotazione selettiva verso settori **value/ciclici di qualità** (industriali, materiali) resta in sottofondo, ma con tono più prudente vista la percezione di eccesso di rialzo su diversi indici europei.

USA: indici in chiusura

– S&P 500, Dow Jones e Nasdaq hanno chiuso in area massimi storici o poco sotto, con variazioni giornaliere modeste ma breadth ancora positiva (maggioranza di titoli in rialzo).

– La volatilità implicita (VIX) è risalita leggermente pur restando su livelli contenuti, segnalando una certa copertura in vista del dato CPI e dell’avvio della stagione delle trimestrali bancarie.

USA: rotazione settoriale odierna

– All’interno dell’S&P 500 hanno sovraperformato **consumer staples**, **industrials** e **materials**, con l’ETF XLP su consumi difensivi intorno a +1.4% e XLI/XLB in moderato rialzo, segnale di ricerca di qualità e cash‑flow stabile

– Il **tech** ha proseguito in leggero rialzo (XLK intorno a +0.4%), supportando il Nasdaq ma senza euforia. I mercato appare più bilanciato rispetto alla sola leadership mega‑cap tech.

Lettura del posizionamento “smart money”

– Il mix di massimi storici sugli indici USA con sovraperformance di staples/industriali/materiali. VIX in lieve aumento e attenzione al CPI suggerisce un posizionamento ancora **risk‑on**, ma con progressivo tilt verso difensivi e qualità/dividendo.

– In Europa il rally molto esteso e le prese di beneficio, unite a maggiore selettività settoriale (energia/transition, industriali export‑driven) indicano istituzionali meno propensi a “chase” il momentum e più focalizzati su storie con visibilità sugli utili 2026.