Alberto Ghiotto, curatore dell’esposizione, raccoglie cimeli dei pompieri tra il 1800 e il 1980, preservando la memoria di questi eroi
Di: Sofia Boscagin
LEGGI ANCHE: Villa Pojana, capolavoro UNESCO del Palladio
La mostra si terrà proprio nella terra in cui, nel 1901, avvenne uno degli interventi più tragici del veronese: piogge incessanti fecero esondare il Guà, demolendo edifici e portando con sé la vita di un pompiere, Giuseppe Battaglia, una bambina di venti mesi e di Pietro Rinaldi, un coraggioso macellaio che non esitò ad esporsi al rischio. Infatti, questo episodio è ricordato non solo per la tragedia, ma anche per l’importante contributo dato dai cittadini che, insieme ai pompieri, rischiarono la propria vita per salvare quante più persone possibile. L’intervento, guidato dal capo Girolamo Massimo, si svolse il 20 marzo 1901 e cambiò per sempre la conformazione di Cologna Veneta: il Guà, un tempo, passava per il centro del paese, in seguito a questo evento il suo corso fu spostato. Da questa data prende il nome via XX Marzo, nel centro del paese, dove è presente anche una targhetta commemorativa.
In questa esposizione è possibile approfondire le condizioni di lavoro con cui, all’inizio del Novecento, questi pompieri hanno affrontato tale catastrofe.
LA MOSTRA: DAI POMPIERI AI VIGILI DEL FUOCO
Alberto Ghiotto, vigile del fuoco attualmente in servizio a Vicenza, raccoglie cimeli dei pompieri provenienti da diverse parti d’Italia e del mondo, datati tra l’Ottocento e la fine del Novecento. Uniformi, elmi, riviste, articoli, fotografie, francobolli, perfino giocattoli e personaggi dei cartoni animati raccontano la storia che ha portato dai pompieri all’attuale Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Come racconta il curatore, i primi vigili del fuoco risalgono all’epoca romana, quando l’imperatore Augusto istituì un corpo organizzato chiamato Vigiles (dal latino vegliare), incaricato di spegnere incendi e sorvegliare la città di Roma.
Durante il Medioevo, gli incendi erano molto frequenti a causa delle costruzioni in legno e paglia, tuttavia, non esisteva alcun corpo dei pompieri: la lotta al fuoco era affidata alla popolazione, e, in alcuni casi, quando qualcosa si incendiava, lo si lasciava bruciare, poiché le fiamme erano considerate un castigo divino. In questi casi si invocavano i santi protettori dagli incendi, come San Floriano e Santa Barbara, che essendo la patrona dei vigili del fuoco viene tutt’ora celebrata il 4 dicembre.

Nell’Ottocento, età dell’industrializzazione e delle grandi città, con magazzini, fabbriche e abitazioni urbane, aumenta il pericolo di incendio e si sviluppa la necessità di un corpo organizzato. Si istituiscono corpi comunali di pompieri, spesso composti da volontari, con uniformi standard, strumenti tecnici in evoluzione e sistemi innovativi per dare l’allarme, come le lanterne di notte o le bandierine di giorno per segnalare la posizione in cui era necessario intervenire.
Il Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco, così come lo conosciamo oggi, nasce nel 1939, quando il regime fascista decise di unificare i vari corpi comunali in un’unica struttura statale. Questa organizzazione permise di adottare gli stessi strumenti e le stesse tecniche su tutto il territorio italiano, facilitando la collaborazione in caso di grandi emergenze.
I Vigili del Fuoco prendono il nome dai Vigiles romani, sottolineando il legame storico con i primi corpi addetti alla vigilanza e al soccorso. Durante il periodo fascista, su volere del Duce, i vigili del fuoco erano un corpo armato e lo rimarranno fino al 1960.
Un’occasione per ricordare
Il titolo dell’esposizione Dai pompieri ai vigili del fuoco vuole proprio evidenziare l’affascinante evoluzione del Corpo Nazionale.
La mostra è un’occasione per ricordare come i pompieri hanno sempre offerto la loro vita per salvare quella altrui, pur non avendo l’attrezzatura e le competenze attuali. A prescindere dall’equipaggiamento, il lavoro del vigile del fuoco è sempre da rispettare e onorare. Non a caso, bambini e anche adulti, spesso sono affascinati dalla divisa che indossano questi eroi. Non possiamo sapere se veramente ”il pompiere paura non ne ha”, ma abbiamo la certezza che è sempre pronto a intervenire.
ORARI
Sabato 30 agosto dalle 15:00 alle 22:00
Domenica 31 agosto dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 23:00
Venerdì 5 settembre dalle 19:00 alle 23:00
Sabato 6 settembre, domenica 7 settembre e lunedì 8 settembre dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 23:00.
DOVE
Presso il salone del Circolo Noi, Centro Giovanile, via Vecchietti 31 Cologna Veneta (VR)
