Yuval Abraham e Rachel Szor in concorso, Amos Gitai e Ahmed Hassouna fuori concorso, Muayad Alayan in Venezia Spotlight, Faiz Abu Rmeleh e Keren Manor in Venezia Immersive.
Di: Roberto Tirapelle
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(nella foto, Naza)
Alla prossima 83 Mostra del Cinema (2-12 settembre 2026), innanzitutto è stato inserito all’ultimo momento, in Concorso, un nuovo film NAZA, un documentario prodotto da The Guardian, e diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor, due dei quattro registi coautori del film No Other Land vincitore dell’Oscar 2025. Naza è prodotto oltre da The Guardian anche da James Wilson e Jonathan Glazer, team vincitore dell’Oscar per “La Zona di interesse”. Ciò che più desta interesse di questo documento è che il lavoro è stato girato di notte sui tetti di Tel Aviv, e rivela in dettaglio i sistemi alla base della calcolata uccisione di massa di civili palestinesi da parte di Israele a Gaza. Yuval Abraham e Rachel Szor si aggiungono ad altri 9 registi che partecipano per la prima volta al Concorso della Mostra di Venezia.

(The Road to Jericho)
Ritorna quindi Amos Gitai con The Road to Jericho (Fuori concorso), una forma ibrida tra documentario e finzione che intreccia materiali di archivio in dialogo con la realtà contemporanea dei beduini di Khan El Ahmar, oggi minacciati di sgombero da parte dei coloni in CisGiordania.
Ancora fuori concorso Citizen Osama di Ahmed Hassouna, ambientato nella Striscia di Gaza sotto assedio. Osama, ex fotografo d’arte divenuto documentarista di guerra, cerca di proteggere la moglie e il figlio appena nato mentre racconta la devastazione che lo circonda.

(nella foto, Conversation With The Sea )
Nella sezione Venezia Spotlight c’è Conversation With The Sea di Muayad Alayan, ambientato a Gerusalemme ed ispirato a fatti famigliari reali e personali. Come spiega il regista il film: “riflette diverse sfumature delle mie riflessioni sulla complessa, soffocante eppure ricca esperienza di vivere a Gerusalemme.” ….”Gerusalemme vive sotto il peso della paura. Soldati e coloni armati fanno parte della quotidianità; demolizioni di case ed evacuazioni sono eventi ricorrenti nella città santa.”

(nella foto, Raj’in (We shall return)
Infine nella sezione Venice Immersive si colloca Raj’in (We shall return) di Faiz Abu Rmeleh, Keren Manor. E’ un documentario immersivo che documenta la pulizia etnica dei palestinesi in Cisgiordania perpetrata dalle milizie dei coloni israeliani e dallo Stato. Realizzato nell’arco di tre anni, il film segue lo sfollamento forzato di oltre undici comunità palestinesi attraverso le esperienze di tre protagonisti che affrontano questa violenza sistematica e quotidiana.
(cr ph, Biennale Cinema)



