Una mostra in una sede apparentemente inusuale: ha inaugurato il 1º aprile all’ADI Design Museum di Milano Wild by Design, personale di Marco Grasso, pittore specializzato in wildlife art
Di: Maria Mele
Che cosa c’entrano gli animali con il design? A spiegarlo è lo stesso artista, che parte da un ricordo d’infanzia: “Quando ero bambino, andavo con mio fratello Nicolò nei boschi del Piemonte all’alba. Ci dicevamo sempre: ‘Guarda come vola quel gufo, non fa rumore’. Anni dopo ho scoperto che gli ingegneri della Siemens hanno studiato per mesi quelle piume, quelle micro-dentellature sui bordi delle ali che frantumano il flusso d’aria. Oggi le pale eoliche più silenziose del mondo replicano quella stessa geometria”.

È proprio da questa intuizione, la natura come prima designer della storia, che nasce la mostra e la scelta di ospitarla in un’istituzione dedicata alla cultura del progetto. Grasso mette in scena animali come modelli ingegneristici perfetti, macchine viventi che incarnano funzioni specifiche con una precisione che l’uomo spesso imita.

La mostra invita così ad abbandonare la tradizionale separazione tra artificiale e naturale, proponendo una sintesi virtuosa. Il visitatore può lasciarsi conquistare dalla resa pittorica, dalle pennellate iperrealiste che sfiorano la perfezione, oppure approfondire il livello concettuale, dove ogni opera diventa dimostrazione di un principio. È il caso di Flight, dedicata al martin pescatore: l’uccello che ispirò l’ingegnere del celebre treno giapponese Shinkansen, il cui muso, modellato sul becco del volatile, è diventato un’icona di efficienza aerodinamica.

Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni. La prima esplora il mimetismo strutturale e cinetico, la seconda indaga i pattern naturali come sistemi di comunicazione e protezione. La terza, Matematica della natura e sostenibilità, approfondisce le leggi che regolano la bellezza naturale e che i designer hanno imparato a studiare e applicare. L’ultima sezione guarda al futuro dell’approccio biomimetico, dove forma e funzione coincidono, come nell’opera Grace, che ritrae un cigno dal collo sinuoso.

Un’esposizione che parla agli amanti dell’arte, certo, ma anche a designer, ingegneri e a chiunque sia incuriosito dai meccanismi della vita.



