Tradizione in tavola alle Cantine Aldegheri con l’evento “Risotto a quattro mani”: la pearà protagonista nel cuore della Valpolicella

Di: Liliana Ghellere

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La cultura gastronomica veronese è tornata a brillare nella suggestiva cornice delle Cantine Aldegheri, storica realtà della Valpolicella, attiva dal 1956 e conosciuta per la produzione di vini eleganti e dal forte legame con il territorio.

Il carattere familiare delle Cantine si unisce a una perfetta combinazione di esperienza, tradizione, tecnologia e passione, dando vita a vini capaci di far rivivere le emozioni di questa terra e regalare momenti di gioia e puro piacere.

Le Cantine, con le loro sale accoglienti e la raffinata selezione di etichette, hanno fatto da cornice ideale al ritorno di “Risotto a quattro mani”, l’evento culinario firmato dagli chef Carlo Buffo e Loris Rigoni dell’Associazione Cuochi Veronesi.

Grazie all’ospitalità delle Cantine Aldegheri, inoltre, ogni portata del menù è stata accompagnata da abbinamenti enologici studiati per esaltare profumi e sapori, trasformando la serata in un vero viaggio tra tradizione gastronomica e vini di eccellenza della Valpolicella.

Una pearà da standing ovation

Protagonisti ai fornelli Buffo e Rigoni, che hanno portato in tavola alcune delle ricette più rappresentative della cucina scaligera. Tra tutte, la pearà si è imposta come regina della serata. Servita insieme al cotechino ha evocato profumi e sapori di un tempo.

Da sinistra Enrico Aldegheri, Carlo Buffo, Vincenzo Aldegheri, Loris Rigoni

Tra le specialità, un risotto alla Veneta arricchito da carne con taglio a coltello, lavorata accuratamente per preservarne la consistenza rustica e il sapore intenso. La manualità nella preparazione ha esaltato la qualità degli ingredienti e conferito al piatto un equilibrio perfetto tra morbidezza delicatezza e sapidità, regalando ai commensali un’esperienza gustativa che ha celebrato la tradizione gastronomica della zona.

Alberto Lonardi e il Salumificio “Signor Maiale”

A impreziosire la serata, la partecipazione del Salumificio Signor Maiale con Alberto Lonardi, che ha accompagnato i commensali in un viaggio affascinante nel mondo della norcineria artigianale.

Nel suo intervento “Una Storia da Raccontare”, Lonardi ha descritto con passione le fasi di lavorazione dei salumi, soffermandosi su prodotti iconici come la stortina veronese, Presidio Slow Food. I Presidi sono progetti di Slow Food che tutelano piccole produzioni di qualità da salvaguardare, realizzate secondo pratiche tradizionali, valorizzando ingredienti locali e metodi artigianali tramandati nel tempo.

Lonardi ha spiegato anche come i tagli di carne provengano da piccoli allevamenti locali che allevano incroci di Duroc e Large White, alimentati con mais, orzo e erba medica coltivati in azienda, integrati quando necessario con cereali e leguminose italiane, a garanzia di qualità e genuinità.

Risotto a quattro mani”, il menù: un itinerario fra sapori autentici

Gli ospiti hanno potuto degustare un menù costruito per valorizzare la cucina tradizionale del territorio, in equilibrio tra semplicità e qualità:

  • Degustazione di salumi a cura del Salumificio “Signor Maiale”

  • Risotto della tradizione “Alla Veneta”
  • Cotechino con Pearà
  • Dolce

Non poteva mancare l’abbinamento con i vini delle Cantine Aldegheri, che hanno ospitato l’evento e accompagnato ogni portata con eleganza, esaltandone aromi e consistenze.

Conclusione: un successo che profuma di territorio

La serata ha confermato ancora una volta quanto la cucina veronese sia un patrimonio fatto di gesti antichi, materie prime d’eccellenza e storie da tramandare.

“Risotto a Quattro Mani” si è rivelato un appuntamento capace non solo di deliziare il palato, ma anche di ricordare quanto la tradizione enogastronomica locale sia un filo prezioso che unisce passato e presente.