La Fondazione Magnani Rocca e il suo Parco Romantico a Mamiano di Traversetolo, un luogo destinato a parlare al cuore, agli occhi e alla mente
Di: Maria Mele
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Se c’è un luogo destinato a parlare al cuore, agli occhi e alla mente questo è la Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo alle pendici dell’appennino parmense.
Non solo un museo d’arte, non una casa museo, non un parco monumentale, ma queste cose messe insieme e anche di più.
Uno scrigno prezioso che appare come immobile nel suo passato gloriosissimo e contemporaneamente proiettato nel futuro, come fu Luigi Magnani – contemporaneamente collezionista di opere antiche e contemporanee -che abitò in questa Villa dal 1941 fino alla sua morte nel 1984.

Figlio di Giuseppe, imprenditore agricolo e titolare di un’industria casearia, ed Eugenia Rocca, di una nobile famiglia della Liguria, Luigi, attento alle corrispondenze fra le varie espressioni artistiche, non ebbe mai altra passione che l’arte, la scrittura e la musica ottenendo in tutti questi campi notevoli riconoscimenti.
Nel 1941 la famiglia Magnani acquistò e si trasferì nella Villa che era appartenuta aFilippo Paulucci delle Roncole – creatore del primo giardino formale, trasformato poi dalla visione romantica di suo figlio Alessandro e della moglie Marianna Panciatichi tra il 1850 e il 1860.

In quegli anni Luigi, che nel frattempo insegnava all’Università di Roma, strinse un’amicizia destinata a durare tutta la vita con il pittore bolognese Giorgio Morandi del quale nella villa si custodiscono ben 50 tele.
L’amore per l’arte portò il Magnani a spaziare nel corso degli anni tra opere d’arte antica e contemporanea, acquisendo tele di Gentile da Fabriano, Filippo Lippi, Carpaccio, Tiziano, Duerer Rubens, Van Dyck fino a Monet, Renoir, Cézanne, De Chirico, De Pisis, Burri, oltre a sculture di Canova e di Bartolini .Tra tutte le opere conservate alla Fondazione spicca il celeberrimo capolavoro di Francisco Goya La famiglia dell’infante don Luis, punta di diamante della collezione e tela amatissima dal Magnani.

Nel 1977 il Magnani avvio la costituzione della Fondazione che venne aperta al pubblico nel 1990, con lo scopo di favorire e sviluppare attività culturali di carattere artistico, musicale e letterario. Ad oggi la Fondazione Magnani-Rocca è una delle più importanti istituzioni artistiche d’Europa.
Due volte l’anno, a Mamiano, vengono ospitate mostre temporanee, l’ultima in ordine di tempo FLORA, L’incanto dei fiori nell’arte italiana dal Novecento a oggi – chiusa a fine giugno -ha portato in mostra 150 capolavori per un omaggio floreale all’arte italiana da fine Ottocento fino alla contemporaneità, perché, come scrive Daniela Ferrari, co curatrice della mostra insieme a Stefano Toffi :“Non c’è pittrice o pittore del Novecento che non abbia dipinto fiori, seguendo una vocazione intima e una personalissima interpretazione. Il fiore è un soggetto semplice, ma è anche un universo di simboli complessi, di forme sofisticate e per questo irresistibile”

Ad abbracciare e custodire la Villa un altro capolavoro, questa volta arboreo: il Parco Romantico, l’unico giardino storico italiano che conserva tre secoli di stili paesaggistici.
Recentemente restaurato, grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il Parco Romantico ha riaperto dopo un intervento durato 7 mesi che ha comportato lavori dai numeri monumentali Sono stati censiti e curati oltre 900 alberi appartenenti a 37 specie botaniche, sono state introdotte oltre 8.000 nuove piante e oltre 100 nuove specie, Sono stati restaurati 12 ettari di parco, è stato ricreato un lago, preesistente ma ormai prosciugato, introducendo un sistema di biofiltrazione naturale e fitodepurazione, uno dei primi esempi italiani di gestione sostenibile dell’acqua in un parco storico, non ultimo è stato creato il primo giardino contemporaneo in Emilia Romagna, un esempio di “New Perennial Movement” secondo i principi di Piet Oudolf, il designer dei giardini della High Line di New York e del museo Hauser & Wirth nel Somerset.

Tutto questo custodendo i tre giganti gentili del parco, un meraviglioso Cedro del Libano (Cedrus Libani), una rara Sequoia (Sequoia sempervirens) e uno spettacolare Platano (Platanus hybrida), 3 alberi iscritti nell’Elenco degli Alberi Monumentali d’Italia.
Con questo restauro, la Fondazione Magnani-Rocca si posiziona tra le eccellenze del turismo culturale europeo, offrendo un’esperienza che va oltre la tradizionale visita museale.
Fondazione Magnani: un laboratorio vivente
Ad oggi il Parco può definirsi un laboratorio vivente, che ospita centinaia di specie vegetali e numerosi esemplari di fauna selvatica protetta tra cui i famosi pavoni, indiscussi protagonisti della vita del Parco. La ricerca storica che ha preceduto il lavoro del restauro ha contribuito alla riscoperta dello straordinario lavoro scientifico di chi questo Parco ha visto nascere ed è plausibile credere abbia anche contribuito a far crescere : Marianna Panciatichi Ximenes d’Aragona Paulucci (Firenze, 3 febbraio 1835 – Reggello, 7 dicembre 1919), la prima naturalista italiana, pioniera degli studi naturalistici e antesignana dell’emancipazione femminile nel campo della scienza.

Marianna visse a Mamiano dal 1853 fino al 1869. Durante questo periodo, il parco della tenuta era in piena evoluzione. Il ricordo del passaggio di Marianna, e dei grandi uomini e delle grandi donne ( Margareth di Inghilterra, Morandi, Ungaretti, Montale, per citarne alcuni) che hanno passeggiato sotto le fronde degli alberi secolari del Parco Romantico fanno della Fondazione un luogo unico dove arte, letteratura e natura si fondono in un dialogo creativo unico.

“Restaurare un giardino storico è un gesto di cura, di ascolto, di memoria. È raccontare — con fiori, sentieri e alberi — la storia di una dimora e delle persone che l’hanno abitata, amata, trasformata. Un vero atto poetico ” Così racconta Elisa Marmiroli, agronoma paesaggista, che insieme all’architetto Alberto Bordi ha guidato il restauro del Parco Romantico della Villa dei Capolavori. “Quando abbiamo iniziato i lavori – continua Elisa Marmiroli – il parco era un grande organismo addormentato con aree rese inaccessibili dai rovi e dagli infestanti. Ci siamo presi cura del giardino come si fa con un’opera d’arte”.

Il parco Romantico della Fondazione Magnani Rocca, appena restaurato, rappresenta un investimento nel futuro: un modello di come il patrimonio storico possa rinnovarsi senza tradire la propria identità, divenendo al contempo luogo di attrazione di benessere e di socialità.

Fondazione Magnani-Rocca, Via Fondazione Magnani-Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma) Aperto da metà marzo a fine novembre Tel. 0521 848327 / 848148 – info@magnanirocca.it www.magnanirocca.it