Barocco 2026 a Forlì: arte, potere e meraviglia in dialogo tra Seicento e contemporaneità al Museo Civico San Domenico

Di: Maria Mele

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La Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, in collaborazione con il Comune di Forlì, prosegue nel progetto culturale che da ventun anni coinvolge una parte significativa del territorio romagnolo, ideando e realizzando mostre capaci di illuminare periodi straordinari della storia dell’arte attraverso letture innovative. La mostra Barocco. Il gran teatro delle idee, in scena al Museo Civico San Domenico di Forlì dal 21 febbraio al 28 giugno 2026, ne è un’ulteriore testimonianza.

Installation view, BAROCCO. Il Gran Teatro delle Idee, Museo Civico San Domenico, 2026. ph. Emanuele Rambaldi

Il Museo ha sede nel complesso conventuale di San Domenico, la cui imponente struttura occupa una parte rilevante del centro storico cittadino. Accanto agli spazi dedicati alle mostre temporanee si trovano le sale della collezione permanente, che accoglie capolavori di artisti italiani moderni — da Guttuso a De Chirico, da De Pisis a Depero — insieme a preziose tavole antiche di Beato Angelico, Lorenzo di Credi e Vitale da Bologna, fino ai due capolavori neoclassici di Antonio Canova: la scultura Ebe e il Monumento al Cavaliere Ottavio Trento.

L’esposizione temporanea esplora le diverse declinazioni del movimento artistico che in seguito fu definito “barocco”, termine inizialmente dispregiativo volto a sottolinearne l’“irregolarità, la bizzarria e la stravaganza”, come ricorda il direttore generale Gianfranco Brunelli. Attraverso 250 opere, la mostra mette in luce il rapporto tra arte, potere, fede, scienza e società in una delle epoche più complesse e affascinanti della storia europea. Fondamentale, per ricchezza e sontuosità, è la collaborazione con le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma – Palazzo Barberini e Galleria Corsini, con gli Uffizi di Firenze, con il Museo e Real Bosco di Capodimonte e con importanti istituzioni internazionali, tra cui il Museo del Prado di Madrid, l’Albertina di Vienna e i Musei Vaticani.

Pieter Paul Rubens e bottega
Caccia alle fiere
1619 – 1620 ca
olio su tela
Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica

La curatela è affidata a Daniele Benati, Enrico Colle, Andreas Dehmer, Fernando Mazzocca e Francesco Petrucci. Presidente del comitato scientifico è Cristina Acidini. Splendido l’allestimento dello studio Lucchi & Biserni, che si sviluppa dall’interno della Chiesa di San Giacomo fino alle grandi sale che un tempo ospitavano la biblioteca del convento, guidando il visitatore attraverso dodici sezioni dedicate allo stupore, alla meraviglia, all’inquietudine e alla sorpresa di un periodo storico che non si esaurisce nel XVII secolo, ma si riflette anche nella sensibilità contemporanea.

“Non è facile rappresentare un secolo così complesso come quello che per brevità chiamiamo barocco” confida Daniele Benati. “Abbiamo cercato di fare sintesi documentando l’imprevedibilità e la ricchezza dei risultati a cui ci riferiamo quando ne parliamo”. Anche la scelta del manifesto della mostra — Davide con la testa di Golia di Tanzio da Varallo — “vuole indicare una visione nuova, una lettura più complessa e articolata di un secolo tutt’altro che monolitico”, demonizzato dalla cultura classica e romantica e riscoperto solo dalla fine dell’Ottocento, prima in ambito tedesco e poi anche in Italia, come dimostrato dalla mostra epocale del 1922 a Palazzo Pitti. “È proprio questo clima di scoperta meravigliata che abbiamo voluto restituire” conferma il professor Fernando Mazzocca.

Tanzio da Varallo
Davide con la testa di Golia
1623 – 1625 ca.
olio su tela
Varallo, Palazzo dei Musei, Pinacoteca

La sezione Inquietudine delle forme indaga il lascito del Barocco nell’arte del Novecento: un dialogo tra epoche lontane ma intimamente connesse. Non un semplice revival stilistico, ma la riscoperta di un linguaggio capace di esprimere una sensibilità moderna, fino alle sperimentazioni contemporanee di Lucio Fontana, Fausto Melotti e Francis Bacon, presentate nella sezione Visioni ultime. Barocco contemporaneo.

Importante il coinvolgimento di oltre cinquanta associazioni in iniziative pubbliche dedicate alla valorizzazione del territorio e del suo patrimonio storico-artistico e culturale. Sono più di 130 gli eventi in programma da marzo a giugno, a testimonianza del forte legame con il territorio, sviluppatosi negli anni anche grazie alle proposte della Fondazione presso il Museo Civico San Domenico, e che ha portato Forlì e la Romagna a candidarsi a Capitale Italiana della Cultura 2028.