Ritorna Oliveir Assayas e il suo cinema politico con un film sulla recente storia russa, dal vento della perestroika all’invasione della Crimea: un affresco sulla violenza del potere e sui suoi giochi manipolatori, cast stellare
Di: Roberto Tirapelle
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Olivier Assayas non è solo un grande regista e sceneggiatore francese della sua generazione (oggi a 70 anni) ma è stato una figura poliedrica: ha cominciato come fumettista, grafico e critico cinematografico (ha lavorato per “Métal Hurlant”, un magazin sulla scient-fiction, pour le “Cahiers du Cinéma”, per “Rock & Folk”, è stato un ammiratore del Kung-fu), poi come regista dell’universo rock. Infine si è dedicato alla regia costruendo un cinema che privilegia l’epoca degli ultimi decenni.
Quest’anno, dopo la presentazione al Festival di Venezia del 2025, ritorna con Le Mage du Kremlin, un film sul potere e soprattutto una riflessione sulla politica moderna e sui paraventi dietro i quali si nascondono cinismo e inganno. Un film che è anche cinema ma molto politico su fatti che tutti credono di sapere ma è buona cosa riscoprirli attraverso la co-scrittura di Assayas con Emmanuel Carrère, famoso scrittore, sceneggiatore e regista.

La narrazione del film si basa su un’intervista traVadimir Baranov (Il Mago del Cremlino), praticamente in pensione, e una accademico americano. L’intervista è continuamente interrotta da numerose sequenze in flashback. Si parte dalla situazione in Russia all’inizio degli anni 90 in cui l’Unione Sovietica crollava e il paese oscillava tra promesse e caos. Lo sconosciuto Baranov conosceDmitri Sidorov, un uomo d’affari e diventa suo amico. Baranov diventa un produttore televisivo importante. Viene contattato dall’oligarca Boris Berezovsky, di cui diviene il braccio destro. A questo punto Boris Eltsin è in declino ed entrambi decidono di portare alla ribalta il capo della FSB (organismo federale che derivava dal KGB, cioè antiterrorismo) Vladimir Putin. Quindi Putin diviene primo ministro e in seguito eletto presidente della Federazione Russa. Berezovsky è costretto all’esilio, Sidorov viene arrestato e imprigionato, Baranov invece accetta la nuova linea, nonostante la diversità dei suoi sentimenti, e mette i suoi servizi a favore dello Zar. Combatte la Rivoluzione Arancione in Ucraina e sostiene la annessione della Crimea. Baranov che aveva conosciuto anni prima Xenia, la ritrova in Occidente e ricostruisce un rapporto. Dopo che Baranov lascia il Cremlino, si ritira in una Dacia fuori Mosca con la figlia avuta da Xenia.

Questo il racconto sintetico del film che, come potete notare, fa emergere una serie di eventi storici e personali non proprio semplici e che la pellicola di Assayas ha sviluppato con una buona dose di suspence, intrecciando varietà di scenografie, i metodi perversi della politica, i meccanismi dell’oppressione.
Il film è tratto dal romanzo “Il mago del Cremlino” (Gallimard, 2022) di Giuliano da Empoli, sceneggiatura, saggista, politico, politologo, profondo conoscitore della corrente in continua evoluzione con altri nomi celebri come Gli ingegneri del caos, (J.C. Lattès, 2019), dietro le quinte del movimento populista globale, e L’ora dei predatori, (Gallimard, 2025), sugli sviluppi catastrofici del mondo odierno sotto l’influenza di autocrati disinibiti e di un’intelligenza artificiale incontrollabile.
Il personaggio di Vadim Baranov è ispirato alla vita di Vladislav Surkov (nato nel 1964, ma ancora vivente), un imprenditore e politico russo di origini russe e cecene, co-fondatore del partito Russia Unita che ha portato al potere Vladimir Putin nel 2001. Surkov è considerato il principale consigliere politico del Cremlino negli anni 2000; è l’autore dei concetti di “democrazia sovrana” e “verticale del potere”.
Attori

Paul Dano è Vadim Baranov, le mage du Kremlin. Dano, attore e regista americano, è un grande artista fin dagli anni duemila e si è affermato sia nel registro comico che in quello drammatico con film quali Little Miss Sunshine (2006), There Will Be Blood (2007), Prisoners (2013), Twelve Years a Slave (2013), Okja (2017), The Fabelmans (2022). Sta lavorando quest’anno ad altri due film Bunker de Florian Zeller e Vegas: A Love Story de Ramin Bahrani.
Nel Mage du Kremlin ha dimostrato un equilibrismo diplomatico, una insondabilità politica e di sentimenti perfetta, una opacità al limite del sopportabile. Accarezza le migliori interpretazioni della guerra fredda oltre cortina.
Tom Sturridge è Dmitry Sidorov. Sturridge un attore britannico che ha le phisique du role per fare l’uomo d’affari e il predatore tra il belloccio e il cinico. Will Keen nel ruolo di Boris Berezovsky, un altro attore inglese fa da bravo comprimario al protagonista.
Per Alicia Vikander (Ksenia), sempre più affascinante, sembra a suo perfetto agio nella multiformità del suo ruolo, così smisurato e misurato. Attrice costellata di premi, ora sta preparando Hope, un film sudcoreano.


Non ultimo Jude Law per Vladimir Poutine. Per il bellissimo e bravissimo del cinema inglese una somiglianza incredibile al vero Poutine. Ha negli occhi la lama tagliente di uno scudiero del potere e la minaccia oscura di un Anakin Skywalker. Brucia lo schermo.
Un cast stellare per una storia che si mangia tragicamente le nostre giornate. Non un fulmine cinematografico però Assayas ci è andato vicino. All’uscita dalla sala si può sentirsi guardinghi, una sensazione di minaccia che si fa fatica a scrollarsi di dosso come quando venemmo fuori dalla proiezione de “I due Procuratori”.
Lista Artistica
Paul Dano : Vadim Baranov
Jude Law : Vladimir Poutine
Alicia Vikander : Ksenia
Tom Sturridge : Dmitry Sidorov
Jeffrey Wright : Rowland
Andris Keišs : Evgueni Prigojine
Will Keen : Boris Berezovsky
(cr ph Curiosa Films – Gaumont)
Sceneggiatura : Olivier Assayas e Emmanuel Carrère,
dal romanzo Le Mage du Kremlin di Giuliano da Empoli
Décors : François-Renaud Labarthe
Costumi : Jürgen Doering
Fotografia: Yorick Le Saux
Suono: Nicolas Cantin, Olivier Goinard, Gwennolé Le Borgne,
Sarah Lelu et Nicolas Moreau
Montaggio : Marion Monnier
Produzione : Olivier Delbosc
Coproduzione : Sidonie Dumas
Società di produzione: Curiosa Films et Gaumont, in coproduzione France 2 Cinéma
Società distribuzione : Gaumont (France) ; Pathé Films AG (Suisse romande),
The Searchers (Belgique)




