A Bonavigo (VR), tra storia millenaria e nuove tecnologie, la Pieve della Ciusara torna a vivere dopo tre anni
Di: Liliana Ghellere
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Dopo una lunga chiusura durata tre anni, la Pieve di Santa Maria della Ciusara ha finalmente riaperto le sue porte al pubblico, restituendo al territorio uno dei suoi simboli più antichi e suggestivi.
Un ritorno carico di significato, celebrato durante le festività con il tradizionale presepe, parte del circuito regionale “La Strada dei Presepi”. L’itinerario che valorizza le rappresentazioni più significative e guida il pubblico alla scoperta di antiche tradizioni e dell’arte del territorio.

UN RESTAURO CONSERVATIVO CHE VALORIZZA LA STORIA
Il progetto di recupero, ha puntato su un restauro conservativo attento e rispettoso dell’identità originaria della Pieve. Un intervento mirato alla conservazione del patrimonio architettonico e artistico, senza alterarne l’essenza.

Tra le principali opere, il rifacimento del tetto. Le vecchie capriate in legno sono state sostituite e il tetto rifatto con i coppi originali per conservare la struttura e rispettare la tradizione. Fondamentale anche il recupero degli apparati decorativi interni. L’altare, le colonne e lo sfondo pittorico sono stati oggetto di un accurato intervento di pulitura e reintegrazione delle parti mancanti, restituendo all’ambiente interno equilibrio e armonia. Tra le opere di maggior pregio, gli affreschi in stile bizantino, unici nella provincia di Verona. Le pareti esterne, invece, sono state pulite e trattate con un intervento antialga che ne garantisce una maggiore durata nel tempo.
Tecnologia, accessibilità e didattica: una chiesa per tutti
Il restauro ha uno sguardo proiettato al futuro. Un nuovo e moderno impianto di illuminazione valorizza oggi i capolavori custoditi all’interno, rendendo la visita ancora più coinvolgente. A questo si affiancano un sistema di videosorveglianza, totem informativi e una sezione multimediale con audioguide attivabili tramite QR Code.
È stata riservata attenzione all’accessibilità: sono stati infatti progettati percorsi dedicati alle persone con disabilità motorie e sensoriali, rendendo la Pieve un luogo realmente inclusivo. É stato inoltre realizzato un sito internet dedicato, pensato come strumento di divulgazione e promozione.
Pieve di Santa Maria della Ciusara: un investimento per la comunità
I lavori, eseguiti tra il 2022 e il 2025, sono stati finanziati attraverso un bando del PNRR. Un investimento significativo che ha permesso di salvaguardare un bene di valore nazionale: la Pieve di Santa Maria della Ciusara è infatti monumento nazionale dal giugno del 1900.
MILLE ANNI DI STORIA TRA FEDE, TERRITORIO E TRASFORMAZIONI
La costruzione della chiesa risale alla fine dell’XI secolo e presenta caratteristiche affini ad altre pievi della bassa e media pianura veronese. In origine, insieme agli edifici rurali e ai terreni circostanti, dipendeva direttamente dalla Cattedrale di Verona, come attestato dalla bolla di Papa Eugenio III del 1145.
Nel corso dei secoli la Pieve ha attraversato numerosi passaggi di proprietà. Dal monastero benedettino di Sant’Angelo in Monte ai canonici regolari di San Giorgio in Alga a Venezia, fino ai monaci Camaldolesi di San Michele in Murano. Con l’arrivo di Napoleone divenne proprietà del Demanio pubblico e, dopo l’annessione di Bonavigo al Regno d’Italia nel 1866, la chiesetta fu venduta all’asta pubblica e subì da parte dell’acquirente, uno spoglio che ne impoverì il patrimonio artistico. A causa di un suo grave dissesto finanziario, la proprietà passò successivamente alla Banca di Montagnana.
Solo nel 1900, con l’acquisto da parte di Ferdinando Mutti, si avviò una nuova fase della sua storia.
Il significato di un nome e il legame con la terra
Il termine “Ciusara” sembra derivare dalla parola vernacolare “Ciusa”, ovvero la chiusa di un canale di scolo utilizzato per convogliare le acque verso l’Adige, un sistema ancora oggi fondamentale per la bonifica del territorio. Un’altra interpretazione rimanda invece al concetto di “Chiuso”, inteso come spazio protetto. Fino al XIII secolo, infatti, campi e vigneti venivano difesi da siepi o recinzioni naturali, testimonianza di una attività agricola profondamente legata alla terra.
TRA CULTURA E SAPORI: UN TERRITORIO DA RISCOPRIRE
Oggi, a inizio gennaio, la Pieve riaperta diventa un invito a riscoprire Bonavigo anche oltre le festività. Visitare Santa Maria della Ciusara significa immergersi in un paesaggio che unisce storia, fede e tradizioni rurali, magari completando l’esperienza con i sapori tipici della zona: piatti della tradizione contadina e prodotti della pianura veronese raccontano la stessa autenticità che questo restauro ha voluto preservare.
La Pieve di Santa Maria della Ciusara non è più solo un monumento restituito al passato, ma un luogo vivo, capace di parlare al presente e di accompagnare il futuro della comunità.



