Sabato 29 marzo, presso la Biblioteca di Castagnaro, verrà presentato il libro “Una favola chiamata Alice” di Gianni Gardon

Di: Francesco Occhi

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Si intitola “Una favola chiamata Alice – Storia di Alice, Andrea Giacomo, Riccardo” e verrà presentato sabato 29 marzo alle ore 17.30 ad ingresso libero, presso la Biblioteca comunale di Castagnaro a cura della Pro Loco di Castagnaro e della Biblioteca di Castagnaro.

Scritto da Gianni Gardon, è una storia commovente, appassionate che racconta la storia di due giovani, Andrea e Alice e del loro amore, del loro desiderio di essere e di costruire una famiglia,  di voler vivere in serenità la loro esistenza e di quanto la vita aveva in serbo per loro. Due giovani che si conoscevano fin da piccoli, da quando erano a scuola ma per i quali l’amore è bocciato in un secondo momento, quando meno te lo aspetti, quasi improvviso ed insperato. Un momento felice e sereno fino a quando tutto è crollato improvvisamente con la tragica morte di Alice all’età di 44 anni a causa di un aneurisma, che lasciava solo il marito Andrea con un figlio piccolo, Giacomo da crescere.

E il libro “Una favola chiamata Alice” scritto da Gianni Gardon avente come sottotitolo “Storia di Alice, Andrea, Giacomo, Riccardo” è il racconto della loro storia, di questa storia commovente raccontata da Gianni Gardon amico dei protagonisti Andrea ed Alice che lui conosceva bene abitando nello stesso loro paese, Menà di Castagnaro, e frequentando con loro la stessa scuola e le stesse amicizie. “La tragedia è avvenuta nel 2022 -ci racconta l’autore del libro- e a due anni dall’evento che ha allontanato per sempre Alice da Andrea, sono stato contattato dal mio vecchio amico d’infanzia Andrea ancora scosso e fortemente provato dalla tragedia, per iniziare a riordinare i tanti sui appunti di quegli anni felici, per sistemarli in maniera organica, per non dimenticare l’amata moglie e per farla ricordare al piccolo Giacomo ma senza nessun intento di dare alle stampe un libro”.

Così, quasi per caso e senza volerlo, il libro ha preso forma, aiutato dagli appunti di Andrea ma reso coinvolgente da Gianni, capace di fare di una storia triste e quasi personale, un libro di grande insegnamento ed umanità. “Grazie a questa pubblicazione Alice vive ancora nella memoria, nel ricordo, nella presenza costante dentro di noi -ricorda il marito Andrea- l’idea di darlo alle stampe è stata sua, lui ha insistito ed ho capito che questo poteva esser il modo migliore per raccontarlo al piccolo Giacomo quando sarà più grande. In questo libro mi riconosco in pieno e anche se all’inizio non volevo venissero scritti i nostri nomi, mi sono rivisto e trovo che questa sia stata la cosa più belle da fare per Alice”.

Il libro è l’appassionante racconto di due giovani, Andrea ed Alice, nati nello stesso paese, Menà di Castagnaro che si sono solo sfiorati tra le conoscenze degli anni della scuola, per poi ritrovarsi adulti ed innamorarsi decidendo così di formare una famiglia. Una famiglia unità, forte, determinata che si è ricompattata dopo la perdita del primo figlio, Riccado, morto alla nascita e che poi ha ritrovato la gioia nel saper di poter diventare genitori di Giacomo. Un ragazzo con alcuni problemi ma coccolato, amato, protetto dalla famiglia. E quando le cose sembravano lentamente andare per il verso giusto, improvvisamente Andrea rimane solo con il piccolo Giacomo a causa dell’improvvisa morte di Alice a causa di un aneurisma. Un dramma, un colpo tremendo, che piano piano Andrea e Giacomo grazie alla loro tenacia e all’affetto di famigliari ed amici, stanno superando.

“Sono contento che dall’idea di riordinare gli appunti si sia arrivati a scrivere un libro –precisa Gianni- proprio perché questo è il modo migliore per ricordare la figura di questa ragazza meravigliosa che così improvvisamente ci ha lasciati. Il libro infatti parla di lei e di Andrea, del loro amore del periodo spensierato delle scuole che io ho vissuto con loro in un paese come Menà, frazione di Castagnaro dove tutti ci conoscevamo e che ancora oggi è un centro molto attivo e vivace. Ma è un libro che racconta anche le qualità di questa ragazza, la sua forza di volontà, il desiderio di fare e di essere famiglia. Ed eccomi, una volta venuta a mancare Alice, trovarmi con Andrea per riordinare tutti i suoi appunti per lasciarli come ricordo al figlio Giacomo per non dimenticare una mamma dolce ed affettuosa come era Alice”. 

 “Una favola chiamata Alice” non parla comunque della malattia né vuole farlo -precisa l’autore Gianni Gardon- ma di una famiglia, del suo impegno per superare le difficoltà. Ha un taglio quasi romanzesco per raccontare scene di vita quotidiana, come il viaggio di nozze, le giornate normali, la quotidianità e la gioia di essere famiglia. Per me la parte più difficile è stata quella di immedesimarmi in Andrea cercando di vedere le varie sfaccettature di questa vicenda umana che mi ha colpito e ha colpito profondamente l’intera comunità dove Andrea e Giacomo vivono”.     

“Ho lasciato a Gianni la stesura del testo -riprende Andrea- ma gli ho chiesto espressamente due cose: di essere io a dare vita alla copertina che è uno scatto fotografico di Alice, un’immagine creativa che rispecchia il suo modo di essere e nel quale io mi rivedo pienamente, e di decidere io il titolo del libro che magari può sembrare poetico ma che mi è rimasto impresso ascoltando la radio ed in particolare una canzone e che l’ho fatto mio molto prima di pensare a scrivere il libro”. Accanto a noi e accanto al libro è nata anche un’associazione dal nome “Amici di Giacomo” voluta da un gruppo di persone a noi vicine per aiutaci e per aiutare Giacomo ad affrontare le tante spese che quotidianamente sono necessarie per la sua riabilitazione e per le sue cure. Ed è un’associazione nata spontaneamente, parallelamente a questa pubblicazione, non ci pensavamo neppure ma sono state tante le persone che hanno insistito per costituirla e questo ci ha dato e continua a fornirci molta forza ed una grande carica. Ed il libro “Una favola chiamata Alice”, è proprio quello che ci serviva per non dimenticare Alice e per fare in modo che anche il piccolo Giacomo abbia un ricordo indelebile di lei”.